Con oltre 4 milioni di anziani non autosufficienti e una spesa pubblica in contrazione, l’8° Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care Cergas Sda Bocconi–Essity fotografa un sistema in forte affanno. Tuttavia, dal documento emerge una via d’uscita concreta, suggerita dall’analisi di 79 modelli europei. Per l’Italia, la sfida non è più solo economica, ma culturale e organizzativa: trasformare un welfare selettivo in un ecosistema integrato e innovativo.
1. Un Welfare Selettivo e in Contrazione
Il Rapporto evidenzia criticità strutturali nel sistema di supporto alle famiglie, che si traducono in:
⦁    Calo della spesa pubblica: Scesa all'1,18% del PIL nel 2024 (rispetto all'1,43% del 2020), ha spinto verso un welfare più selettivo, concentrato solo sui casi ad alta complessità.
⦁    Sbilanciamento dei trasferimenti: L'indennità di accompagnamento rappresenta ancora il 51,7% della spesa pubblica, ma raramente si traduce in servizi strutturati.
⦁    Assistenza Domiciliare (ADI): Le ore medie erogate per paziente sono scese da 18 nel 2019 a 14 nel 2023, nonostante un aumento dell'11% delle ore complessive.
⦁    Il pilastro informale: Il sistema resta in piedi grazie al supporto di oltre 1 milione di assistenti familiari (badanti), senza le quali si registrerebbe un collasso immediato.
2. Divari Territoriali e Complessità delle RSA
Il Paese viaggia a due velocità, con disparità marcate tra le regioni:
⦁    Copertura Rsa: Si passa da oltre il 29% degli over 75 non autosufficienti nella Provincia Autonoma di Bolzano, ad appena l'1% in Campania e Sardegna.
⦁    Assistenza domiciliare: Mentre Lazio, Veneto e Toscana hanno raggiunto il target PNRR del 10% sugli over 65, molte regioni del Sud restano indietro.
⦁    Nuovi profili in Rsa: L'ospite tipo è sempre più anziano e fragile (età media di 83,8 anni, permanenza di 340 giorni). Nel 60% dei casi si riscontrano disturbi cognitivi, un dato che richiede competenze avanzate e flessibilità organizzativa.
3. Innovare guardando all'Europa
La vera novità di questa edizione è l'approccio internazionale. Analizzando 79 modelli europei, il Rapporto sottolinea che l'innovazione è determinata dalle condizioni abilitanti (normativa, governance, cultura) più che dal budget.
Le traiettorie su cui puntare sono due:
A. Nuovi modelli abitativi. Senior housing, comunità multigenerazionali, modelli small-scale per la demenza e cohousing di prossimità.
B. Tecnologie digitali integrate. Strumenti per la salute proattiva, gestione relazionale e assistenza basata dello studio dei dati.
I modelli di riferimento europei
L'Osservatorio ha individuato quattro casi di eccellenza accomunati da centralità della persona, integrazione sociosanitaria e collaborazione pubblico-privato:
Modello          Paese            Caratteristica principale
SällBo              Svezia             Comunità multigenerazionale e interculturale
Dagmarsminde  Danimarca      Micro-comunità dedicata a demenze avanzate
EtxeTIC            Paesi Baschi    Centro diurno virtuale contro l'isolamento
Thuisplusflats    Paesi Bassi     Senior living integrato direttamente nel quartiere
C. Leve Strategiche e Conclusioni
Elisabetta Notarnicola, coordinatrice della ricerca, riassume la visione del Cergas: "Il punto di partenza non è necessariamente la disponibilità di risorse, ma la capacità di ripensare i modelli, costruire collaborazioni e mettere la persona al centro".
Il percorso italiano deve superare la logica del mero rapporto committente-erogatore, puntando su co-progettazione, riprogettazione dell'abitare e digitalizzazione.
Come ricorda Massimo Minaudo di Essity Italia: "Il settore Long Term Care ha bisogno di innovazione reale – nei modelli di cura, nell'uso della tecnologia, nelle soluzioni abitative – e questa innovazione è possibile quando i diversi attori lavorano insieme verso obiettivi condivisi".
Per un Paese che invecchia rapidamente, la Long Term Care non è più un tema di nicchia, ma una priorità strategica per il futuro del Paese. E il Rapporto Cergas–Essity indica con chiarezza la direzione da seguire.