Via al nuovo Pngla, ma 2 milioni di visite restano fuori soglia
Contestualmente, Agenas ha presentato i dati del primo quadrimestre 2026 della Piattaforma nazionale delle liste d'attesa (Pnla), evidenziando segnali di miglioramento rispetto allo scorso anno ma anche criticità ancora rilevanti. Sullo sfondo emerge un cambio di paradigma che coinvolge direttamente i Mmg, chiamati a svolgere un ruolo sempre più centrale nel governo della domanda assistenziale.
Con l'approvazione del nuovo Piano viene definitivamente archiviato il precedente schema 2019-2021, considerato ormai superato dopo la pandemia e alla luce delle profonde differenze organizzative esistenti tra le Regioni.
Tra le principali novità figura l'obbligo per tutte le Regioni e Province autonome di rendere visibili nei sistemi informativi dei Centri unici di prenotazione (Cup) tutte le agende disponibili. L'obbligo riguarda non soltanto le prestazioni erogate dalle strutture pubbliche e dal privato accreditato, ma anche quelle effettuate in regime di attività libero-professionale intramuraria (Alpi). L'obiettivo dichiarato è aumentare la trasparenza dell'offerta e superare le asimmetrie informative che possono limitare l'accesso dei cittadini alle prestazioni disponibili.
Il nuovo Piano interviene anche sul fenomeno delle mancate presentazioni agli appuntamenti senza preventiva disdetta. I sistemi Cup dovranno attivare procedure di recall, anche digitali, per ricordare l'appuntamento e consentire all'assistito di confermare o annullare la prenotazione almeno due giorni lavorativi prima della data fissata.
La misura più significativa riguarda però l'introduzione di una sanzione economica: il cittadino che non si presenta senza una valida giustificazione sarà tenuto a versare la quota ordinaria di partecipazione alla spesa, anche qualora sia esente dal ticket. L'intento è recuperare una quota di disponibilità oggi persa a causa di appuntamenti non utilizzati.
I dati Agenas
I dati del nuovo Cruscotto 2.0 della Pnla si basano sull'analisi di circa 65 milioni di prenotazioni effettuate nei primi quattro mesi del 2026. Rispetto allo stesso periodo del 2025 si registra un miglioramento degli indicatori nazionali: il rispetto dei tempi di garanzia passa dal 76,1% al 78,7% per le prime visite specialistiche e dall'83% all'84,7% per la diagnostica strumentale.
Nonostante il progresso, il sistema continua a mostrare criticità importanti: sono infatti circa due milioni le visite specialistiche e gli esami diagnostici che non hanno rispettato i tempi massimi previsti a livello nazionale.
La distanza tra prescrizione e prenotazione
Tra gli elementi più interessanti emersi dal monitoraggio vi è l'ampio divario tra le prescrizioni registrate dal sistema Tessera sanitaria e le prenotazioni effettivamente effettuate attraverso i Cup.
Nel Lazio viene prenotato solo il 36,2% delle prime visite prescritte, mentre in Abruzzo la quota scende al 33,7%. Per la diagnostica le percentuali si attestano rispettivamente al 37,3% e al 39,3%. Una parte significativa della domanda assistenziale, quindi, non arriva mai ai sistemi di prenotazione: un fenomeno che può riflettere rinuncia alle cure, procrastinazione degli accertamenti oppure ricorso diretto al settore privato.
Il monitoraggio mostra inoltre che la disponibilità di una prestazione entro i tempi previsti non sempre coincide con l'accettazione dell'appuntamento da parte dell'assistito.
In Campania, per esempio, per le prestazioni in classe B il sistema offre una disponibilità entro dieci giorni nell'80,4% dei casi, ma gli appuntamenti effettivamente accettati si fermano al 47,9%. Un dato che evidenzia come molti cittadini preferiscano attendere più a lungo pur di accedere a una specifica struttura o a uno specialista ritenuto di fiducia.
Appropriatezza prescrittiva
Il nuovo Pngla punta a superare una programmazione basata prevalentemente sull'analisi dei consumi storici e sull'espansione quantitativa dell'offerta, orientandosi verso una valutazione più puntuale del bisogno reale della popolazione. In questa prospettiva assume un ruolo centrale il Modello nazionale di classificazione e stratificazione (Mncs), destinato a supportare la programmazione sanitaria e il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr.
Per i Mmg il Piano individua nell'appropriatezza prescrittiva uno dei principali strumenti per governare la domanda di prestazioni e migliorare la sostenibilità del sistema. Viene infatti ribadita l'importanza dell'applicazione delle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali previste dalla legge 24/2017, con l'obiettivo di ridurre fenomeni di overuse diagnostico e terapeutico e orientare le richieste verso prestazioni realmente necessarie.
Si tratta di un principio ampiamente condiviso sul piano clinico. Tuttavia, nella storia della Medicina generale il tema dell'appropriatezza è stato spesso associato a verifiche prescrittive, indicatori di monitoraggio e iniziative di contenimento della spesa. Per questo il nuovo impianto potrebbe riaprire un dibattito destinato a interessare da vicino la categoria: il governo della domanda rappresenta una leva fondamentale per affrontare il problema delle liste d'attesa, ma resta aperta la questione di come evitare che l'appropriatezza venga interpretata esclusivamente come riduzione delle prescrizioni. Anche perché le criticità che alimentano le liste d'attesa non dipendono soltanto dalla domanda, ma anche dalla capacità produttiva dei servizi, dalle carenze di personale e dalle persistenti disomogeneità organizzative tra i territori.
Per rendere più omogenea la gestione delle priorità cliniche, il Piano conferma e rafforza il sistema dei Raggruppamenti di Attesa Omogenea (Rao). Il coordinamento sarà affidato a un nuovo Tavolo permanente presso Agenas, incaricato di aggiornare periodicamente i criteri clinici utilizzati per definire le priorità di acesso alle prestazioni.
Parallelamente viene rafforzato il principio della presa in carico delle persone affette da patologie croniche e fragilità. In questo contesto trova ulteriore consolidamento il principio del "prenota chi prescrive": per controlli e follow-up successivi al primo accesso sarà il professionista che richiede la prestazione a garantire la continuità del percorso assistenziale, con l'obiettivo di semplificare gli adempimenti per il cittadino e migliorare l'aderenza ai percorsi di cura.