Radioterapia oncologica, Airo apre tre cantieri con le Istituzioni
Al centro del confronto tra clinici, rappresentanti istituzionali e associazioni dei pazienti ci sono tre priorità: l’integrazione tra radioterapia e farmaci innovativi, il rilancio della formazione specialistica e una governance più omogenea delle Reti oncologiche regionali.
Sul fronte europeo, Airo punta a ottenere indicazioni regolatorie più chiare per l’utilizzo combinato di radioterapia e terapie farmacologiche già nelle valutazioni dell’European medicines agency. Secondo l’associazione, gli studi clinici sui nuovi farmaci includono ancora troppo raramente la radioterapia, con conseguenti lacune sulle indicazioni di sicurezza e sulle possibili tossicità delle combinazioni terapeutiche.
Altro nodo centrale è la carenza di specialisti. Nel 2025, a fronte di 139 posti disponibili nelle scuole di specializzazione in radioterapia oncologica, si sono iscritti soltanto 42 medici. Airo propone quindi più crediti universitari dedicati alla disciplina, master per radio-oncologi, tecnici e fisici medici, oltre a borse di studio per gli specializzandi.
Il terzo cantiere riguarda la governance delle Reti oncologiche regionali. In collaborazione con Agenas, l’obiettivo è definire indicatori condivisi per monitorare l’impiego della radioterapia, valutando l’appropriatezza clinica, la qualità della vita, la tollerabilità dei trattamenti e l’equità di accesso sul territorio nazionale.
"Servono regole più chiare, investimenti nella formazione specialistica e strumenti condivisi di monitoraggio", ha dichiarato Cappellacci, sottolineando come la radioterapia rappresenti oggi "uno degli strumenti più avanzati nella lotta contro il cancro".
Anche il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito la necessità di rafforzare il settore, ricordando gli investimenti del Pnrr per il rinnovo delle grandi apparecchiature ospedaliere e la necessità di rendere la disciplina più attrattiva per i giovani medici.