Come ribadito a Roma di recente, nel corso di un incontro stampa di presentazione, l’acido bempedoico è un nuovo trattamento orale, first-in-class (primo nel suo genere con questo meccanismo d’azione), da assumere una volta al giorno, che può essere associato ad altri trattamenti ipolipemizzanti per ridurre ulteriormente i livelli di C-Ldl.
Negli studi clinici è stata osservata una riduzione di circa il 18% del C-Ldl con le statine ad alta intensità e una riduzione fino al 28% nei pazienti che non assumevano statine. L’associazione fissa con ezetimibe, dal canto suo, ha dimostrato una riduzione di circa 38% del C-Ldl rispetto al placebo, in aggiunta alla terapia ipolipemizzante di background.
“Si tratta di un profarmaco che agisce a monte del target epatico delle statine, inibendo un nuovo target molecolare, l'Atp citrato liasi, un enzima coinvolto nella produzione di colesterolo nel fegato”, sottolinea Furio Colivicchi, presidente dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco). “L’associazione a dose fissa con ezetimibe combina due metodi complementari per ridurre il colesterolo: l'acido bempedoico inibisce la produzione di colesterolo nel fegato, mentre l'ezetimibe riduce l'assorbimento del colesterolo alimentare nell'intestino. Grazie al suo specifico meccanismo d’azione, l’acido bempedoico non è attivo nel muscolo scheletrico, pertanto non si prevede che possa provocare effetti indesiderati muscolo-correlati come, per esempio, le mialgie. Questo farmaco rappresenta un nuovo efficace strumento nell’armamentario terapeutico, soprattutto per i pazienti a più alto rischio cardiovascolare che non hanno raggiunto gli obiettivi terapeutici nonostante le terapie ipolipemizzanti in corso, e per i pazienti intolleranti, con il vantaggio di poter essere associato a qualsiasi terapia ipolipemizzante, di avere un buon profilo di tollerabilità e di essere facilmente accessibile dal momento che potrà essere prescritto sia dagli specialisti che dai medici di medicina generale.”
Nicola Miglino