In un momento storico segnato da polarizzazioni e disinformazione, il dato che arriva dal sondaggio Fnomceo, condotto dall’Istituto Piepoli, è sorprendente e incoraggiante: il 90% degli italiani dichiara di avere fiducia nella scienza. Il sondaggio, condotto su un campione rappresentativo di 500 persone, ha indagato tre ambiti chiave: scienza, medicina e vaccini.
La fiducia nella medicina si attesta all’86%, mentre quella nei vaccini raggiunge il 69%. Solo l’11% degli intervistati si dichiara apertamente critico. Numeri che, secondo il presidente della Fnomceo Filippo Anelli, testimoniano un rapporto solido tra cittadini e professionisti della salute.
"È un vero e proprio plebiscito per la scienza", ha commentato Anelli in occasione della presentazione dei dati al Comitato Centrale. "Gli italiani credono che la medicina sia un motore di sviluppo e progresso per la società".
Medici e innovazione: un binomio che convince. La fiducia nei medici, sottolinea Anelli, è il riflesso di un riconoscimento profondo: quello per una professione che ha saputo evolversi, abbracciare l’innovazione e affrontare sfide complesse come la pandemia da Covid-19. "Le innovazioni scientifiche sono sempre più dirompenti", ha dichiarato, "e ci permettono di curare malattie che un tempo non riuscivamo a guarire, riducendo al tempo stesso gli effetti collaterali dei farmaci".
Anche sul fronte vaccinale, l’adesione della popolazione italiana resta significativa. "Soltanto l’11% si dichiara contrario", ha osservato Anelli, "e la risposta alla campagna vaccinale durante il Covid è stata la dimostrazione più forte di questa fiducia".
Scienza in dialogo: podcast e convegni. Per rafforzare questo legame tra scienza e cittadini, Fnomceo ha avviato una serie di iniziative divulgative. Tra queste, il podcast 'Salute e sanità', che si appresta a lanciare la sua seconda stagione, dedicata alle innovazioni scientifiche in medicina. E a fine novembre, la scienza sarà protagonista di un grande convegno nazionale, aperto non solo agli addetti ai lavori, ma anche al pubblico.
Una fiducia da coltivare. Se i dati parlano di fiducia, è compito della comunità medica continuare a meritarla. Educazione sanitaria, trasparenza, ascolto e prossimità sono le chiavi per trasformare questa fiducia in partecipazione attiva. Perché, come ha ricordato Anelli, "la cura delle persone diventa sempre di più cura delle nostre comunità".
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