EvdIl XXIV Congresso Nazionale Simit (Riccione, 16-19 dicembre 2025) sarà un momento cruciale per fare il punto su ricerca, clinica e strategie di prevenzione, con l'Hiv che avrà un ruolo centrale. I temi principali in discussione includeranno i gap ancora esistenti, le nuove soluzioni terapeutiche, l'impatto dell'invecchiamento dei pazienti e il ruolo crescente della Profilassi Pre-Esposizione (PrEP). Il congresso mira a condividere le novità scientifiche e a ripensare gli approcci di terapia e prevenzione, con un coinvolgimento particolare rivolto ai giovani infettivologi. Sul piano delle innovazioni terapeutiche, i risultati sono incoraggianti: oltre il 95% delle persone in terapia antiretrovirale raggiunge oggi la soppressione virale, trasformando l'Hiv in una condizione cronica controllabile e non trasmissibile (U=U). Questo rende il trattamento anche un'efficace forma di prevenzione, nota come treatment as prevention.
Tuttavia, persiste un 5% che non riesce a sopprimere la viremia, spesso a causa di problemi di aderenza. Per superare questo limite, sono state sviluppate le terapie a lunga durata d'azione (long acting). Queste terapie iniettabili, somministrate ogni due mesi, rappresentano una scelta innovativa e meno stigmatizzante rispetto alla terapia orale quotidiana. I farmaci long acting sono fondamentali per coloro che faticano ad assumere la terapia giornaliera e offrono una gestione più semplice. Essi garantiscono un monitoraggio oggettivo dell'aderenza, producendo benefici sulla salute e sulla qualità di vita, contribuendo a ridurre le nuove infezioni e rendendo più sostenibili i sistemi sanitari. Inoltre, aiutano i clinici a ottenere la soppressione virale anche nei casi più complessi.
Anche nella prevenzione sono stati fatti progressi importanti, grazie alla PrEP (Profilassi Pre-Esposizione), che si dimostra uno strumento altamente efficace. Oltre alla formulazione orale, le novità più promettenti riguardano la PrEP long-acting iniettabile, somministrabile ogni due mesi. Diversi studi mostrano l'efficacia, la tollerabilità e la maggiore aderenza che questa formulazione può garantire. È auspicabile un ampliamento dell'accesso alla PrEP, sia orale che iniettabile, anche al di fuori degli ambulatori di malattie infettive, per raggiungere più persone e offrire l'opzione iniettabile a chi non può essere aderente alla PrEP orale. Questa spinta verso le formulazioni long acting, sia per la terapia che per la prevenzione, è cruciale nel contesto attuale, dove i nuovi casi di Hiv in Italia restano stabili, allontanando il Paese dagli obiettivi Unaids 2030, e dove le diagnosi tardive (60%) e i contagi tra i giovani sono ancora troppo elevati.