EvdSi chiama Hypoxia Day è ha l’intento di fotografare la realtà clinica quotidiana degli ospedali italiani sull’impatto dell’ipossia sugli esiti clinici di pazienti over 55 e fornire elementi per una gestione più tempestiva e appropriata.
L’insufficienza respiratoria è infatti una delle complicanze più frequenti e pericolose negli anziani ricoverati, ma è tuttora ancora poco studiata nella pratica clinica quotidiana. Hypoxia Day è il primo studio osservazionale multicentrico mai realizzato in Italia su questo tema, promosso dalla Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (Sigot) e coordinato dall’Unità Operativa Complessa di Geriatria dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e dalla Direzione Scientifica Sigot.
Il 14 gennaio 2026, in un’unica giornata di rilevazione nazionale, medici e ricercatori hanno valutato tutti i pazienti ricoverati con età pari o superiore a 55 anni nei reparti aderenti, con l’obiettivo di misurare la reale prevalenza dell’insufficienza respiratoria, identificarne le cause e comprenderne l’impatto su mortalità ospedaliera, durata della degenza e prognosi a breve termine.
Lo studio ha coinvolto circa 40 reparti ospedalieri per acuti in tutta Italia (di cui circa la metà nell’Italia Meridionale), tra Geriatria e Medicina interna. Nel corso della giornata di rilevazione sono stati inclusi più di 700 pazienti con età pari o superiore a 55 anni, ricoverati nei reparti aderenti. Lo studio ha l’obiettivo di misurare la reale diffusione dell’insufficienza respiratoria negli anziani ospedalizzati, identificarne le cause principali e confrontare le caratteristiche cliniche e la prognosi dei pazienti con ipossiemia rispetto a quelli senza insufficienza respiratoria. I pazienti arruolati saranno inoltre seguiti nel tempo, fino a 90 giorni dalla dimissione, per valutare l’impatto della sindrome su mortalità intraospedaliera, durata del ricovero, modalità di dimissione e mortalità a 90 giorni dalla dimissione.
I dati raccolti durante l’Hypoxia Day saranno ora analizzati e i risultati completi verranno diffusi nei prossimi mesi. L’obiettivo della Sigot è trasformare quanto emergerà in elementi per redigere raccomandazioni cliniche e organizzative, al fine di migliorare la gestione dell’anziano fragile nei reparti ospedalieri per acuti.