Taglia il traguardo dei trent'anni la Fondazione Gimbe, che dal 1996 promuove l'integrazione delle migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni che riguardano la salute. L'ente bolognese celebra questo anniversario in una fase critica per la sanità pubblica, segnata da un definanziamento strutturale e da una crescente sfiducia nel metodo scientifico.
Il percorso celebrativo #GIMBE30 prende il via mercoledì 4 marzo 2026 con una diretta streaming aperta a cittadini e professionisti. "In 30 anni abbiamo sempre lavorato con rigore e indipendenza per tutelare la salute delle persone", dichiara Nino Cartabellotta. "Oggi difendere il valore pubblico del Ssn (Servizio sanitario nazionale) è una responsabilità civile prima ancora che tecnica".
I nodi del sistema: mobilità e crisi del personale
L'evento inaugurale del trentennale è l'occasione per la presentazione del nuovo Report Gimbe sulla mobilità sanitaria. Il documento analizza i flussi di pazienti tra le regioni, un fenomeno che mette a nudo i divari del Paese e la difficoltà di molte realtà locali nel garantire i Lea (Livelli essenziali di assistenza).
Nel corso del confronto, Cartabellotta dialoga con la giornalista Maria Emilia Bonaccorso sui principali ostacoli alla tenuta del sistema, temi che Md digital monitora costantemente:
-
Il definanziamento pubblico rispetto alla media dei Paesi Ocse;
-
La crisi del personale sanitario, tra burnout e scarsa attrattività del settore pubblico;
-
Il peso delle liste d'attesa che spinge i cittadini verso la spesa privata o la rinuncia alle cure.
Il trentennale non è solo un momento di riflessione retrospettiva, ma l'avvio di un programma di 12 mesi ricco di iniziative istituzionali, editoriali e divulgative. Il progetto si articola su tre pilastri:
-
La scienza come bussola per le decisioni sulla salute individuale e collettiva.
-
La tutela dei diritti dei pazienti attraverso l'appropriatezza delle cure.
-
Il rilancio del Ssn come pilastro della democrazia e dell'uguaglianza sociale.
L'obiettivo della Fondazione per l'anno a venire è riportare le evidenze scientifiche e la sanità pubblica al centro dell'agenda politica, coinvolgendo i professionisti in una difesa attiva del diritto costituzionale alla salute.