Mrc, nuovi dati sembrano suggerire l’utilità di ridurre l’apporto proteico
Lo studio
I partecipanti sono stati arruolati dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2022, con un follow-up fino a 15 anni. L'esposizione a Dpi è stata valutata utilizzando l'escrezione urinaria di azoto nelle 24 ore e normalizzata rispetto al peso corporeo aggiustato (esposizione a Dpi normalizzata [nDpi ]). I partecipanti sono stati stratificati in base a una soglia di nDPI di 1,0 g/kg/die.
Durante il follow-up, il gruppo con nDpi più basso ha mostrato un rischio inferiore dell'esito composito (hazard ratio [Hr], 0,77; Ic 95%, 0,62-0,97; log-rank p = 0,03), principalmente correlato a un minor numero di inizi di dialisi (Hr, 0,65; IC 95%, 0,42-0,99). I modelli longitudinali non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi nelle pendenze dell'eGFR o dell'albuminuria; il declino dell'eGfr è risultato numericamente più lento nel gruppo con nDpi basso.
Conclusioni e rilevanza
In questo studio retrospettivo di coorte su adulti con malattia renale cronica di stadio 3 e 4, un apporto proteico giornaliero inferiore (<1,0 g/kg/die) è risultato associato a un minor rischio di dialisi senza danni nutrizionali. Questi risultati supportano una moderata restrizione proteica con monitoraggio routinario dell'apporto proteico giornaliero nella gestione della malattia renale cronica.