L’obesità precoce accorcia la vita
I dati
Partendo dai dati dell’Obesity and Disease Development Sweden (Odds) study, la ricerca ha incluso 258.269 uomini e 361.784 donne con almeno tre valutazioni del peso tra i 17 e i 60 anni. Durante un periodo di follow-up mediano di 23,3 anni per gli uomini e 11,7 anni per le donne, la variazione mediana di peso tra i 17 e i 60 anni è stata di 0,42 kg/anno in entrambi i sessi.
Un rapido aumento di peso in questo periodo, l'insorgenza precoce dell'obesità e un elevato aumento di peso tra i 17 e i 29 anni sono risultati associati a una maggiore mortalità per tutte le cause.
Le cause interessate includevano malattie cardiovascolari, tumori, diabete di tipo 2 e malattie digestive e genitourinarie. I rapporti di rischio di mortalità per tutte le cause associata all'insorgenza dell'obesità tra i 17 e i 29 anni rispetto all'assenza di obesità entro i 60 anni erano pari a 1,69 (1,60-1,79) negli uomini e 1,71 (1,55-1,88) nelle donne; e per ogni variazione di peso di 0,5 kg/anno tra i 17 e i 29 anni, rispettivamente 1,18 (1,17-1,19) e 1,16 (1,14-1,18). L'aumento di peso in età adulta successiva ha generalmente mostrato associazioni più deboli, ad eccezione della mortalità per cancro nelle donne, dove l'associazione era simile a quella osservata con l'aumento di peso in età più giovane.
Un argomento estremamente attuale
La tematica dell’eccesso di peso in età giovanile è stata anche rilanciata dalla Società Italiana dell’Obesità (Sio) in occasione dell’European Congress on Obesity (Eco2026) a Istanbul, tenutosi dal 12 al 15 maggio.
“La ricerca scandinava ha monitorato decenni di dati clinici, riguardanti oltre 600mila persone, evidenziando come l’eccesso ponderale in età giovanile non sia una condizione transitoria, ma un precursore di patologie croniche devastanti - spiega Silvio Buscemi, presidente Sio e professore ordinario di Nutrizione Clinica all’Università di Palermo -. Il grasso viscerale accumulato precocemente altera il metabolismo e il sistema cardiovascolare in modo profondo, innescando precocemente diabete di tipo 2 e ipertensione. La soglia dei 30 anni emerge come un ‘punto di non ritorno’ biologico: intervenire prima di questa età è l’unica strategia per evitare che un’intera generazione veda drasticamente ridotta la propria aspettativa di vita”.
“Nel nostro paese l’obesità infantile nella fascia 7-9 anni è un’emergenza sanitaria - aggiunge Buscemi: circa il 10-17% dei bambini è obeso e quasi il 20-39% è in sovrappeso. L’Italia è tra i paesi europei con i tassi più alti, con oltre 100.000 bambini con obesità grave (2,6% del totale)”. I dati territoriali mostrano un divario netto tra Nord e Sud: le regioni del Mezzogiorno registrano le percentuali più critiche. Il caso della Campania è emblematico: qui il 43,2% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni - quasi uno su due - è in sovrappeso o obeso.
Un progetto ad hoc
Per rispondere a questa emergenza, la Sio ha presentato Sio-Step (Sviluppo Territoriale Educativo per la Prevenzione). “Non si tratta di una semplice campagna informativa, ma di un trial controllato randomizzato che coinvolge 40 scuole primarie in tutta Italia - spiega Buscemi -. Il progetto si basa su tre pilastri. Il primo è composto da educazione e movimento, ovvero da una serie di protocolli strutturati per aumentare l’attività fisica e la consapevolezza alimentare tra i banchi. Il secondo pilastro è la formazione degli insegnanti: vogliamo fornire ai docenti gli strumenti scientifici per gestire e promuovere stili di vita sani. Infine, con il terzo pilastro puntiamo a coinvolgere le famiglie, supportando costantemente i genitori per rompere il ‘ciclo vizioso’ di isolamento e sedentarietà che spesso accompagna l’eccesso di peso”. L’efficacia di Sio-Step sarà misurata scientificamente su un arco di due anni per verificare se i cambiamenti ottenuti diventino abitudini consolidate.
“L’obiettivo finale è ambizioso: validare un modello di prevenzione da applicare in tutte le scuole d’Italia, trasformando l’istituto scolastico nel principale motore di salute per le nuove generazioni - conclude Buscemi-. La Sio non è una società scientifica chiusa nei laboratori. Viviamo nel tessuto sociale e vogliamo supportare le istituzioni nelle decisioni strategiche. Per questo stiamo portando avanti Sio-Step con il quale vogliamo concorrere per un bando europeo Horizon e che si aggancia perfettamente alla ‘Legge Pella’ per la promozione della prevenzione precoce. Il nostro obiettivo è tradurre la scienza in azioni concrete per i cittadini italiani”.