La Società italiana medicina di emergenza urgenza (Simeu) ha indetto una manifestazione a Roma per il 17 novembre per denunciare la situazione in cui versa il comparto che rischia di implodere. Nei Pronto Soccorso italiani mancano oltre 5.000 medici e 12.000 infermieri, e le attese per un ricovero sono sempre più lunghe. Problemi organizzativi che hanno portato in 10 anni a un raddoppio della mortalità dei pazienti costretti a restarvi, in attesa di un posto in reparto. Per salvarli dalla crisi nella quale sono "sprofondati  - evidenza Simeu - a causa di decenni di errori di programmazione occorrono decisioni rapide". "Nell'ultimo anno abbiamo ottenuto il giusto riconoscimento identitario della nostra disciplina, grazie al decreto su denominazione ed equipollenze - spiega il presidente nazionale Simeu, Fabio De Iaco - ma non può che essere un punto di partenza di una riforma sostanziale. Per scongiurare lo smantellamento dei servizi cui stiamo assistendo impotenti è necessaria una nuova visione strategica, che tenga conto delle mutate condizioni e delle nuove necessità e intervenga in tempi brevi e con decisione, per salvare il pronto soccorso italiano, partendo dalle proposte dei professionisti ma soprattutto dalle esigenze dei pazienti".
 Per Simeu servono subito: nuove modalità di adeguamento organici; riduzione fenomeno del boarding; il riconoscimento della natura usurante del servizio, opportunità di progressione di carriera e una valorizzazione economica commisurata all’intensità di lavoro. Occorre poi una Ristrutturazione del Sistema d’Emergenza Urgenza pre-ospedaliero e intra-ospedaliero attraverso: la Reale continuità di intervento tra 118 e Pronto Soccorso sotto il profilo operativo e organizzativo, anche attraverso la creazione dei Dipartimenti Integrati d’Emergenza: l’applicazione definitiva del modello intra-ospedaliero composto da Pronto Soccorso, Osservazione Breve Intensiva, Terapia Semi-Intensiva e Degenza di Medicina d’Urgenza. E ancora, la centralità della figura specialistica del Medico d’Emergenza Urgenza e il riconoscimento del ruolo dell’Infermiere di Emergenza Urgenza.
Per Beniamino Susi, vicepresidente Simeu: "l'esternalizzazione di competenze cliniche penalizza gravemente la qualità delle prestazioni offerte, che in emergenza-urgenza rappresentano uno snodo vitale per i cittadini". E non dobbiamo dimenticare l'altro gravissimo problema che paralizza i servizi di emergenza e cioè la difficoltà al ricovero per mancanza di posti letto.  
In piazza anche gli infermieri. "Le nostre competenze - lamenta uno di loro - troppo spesso vengono messe in discussione senza avere consapevolezza del ruolo concreto e cruciale che esercitiamo quotidianamente  Una condizione faticosa e frustrante che "ci toglie il fiato!. Il team in emergenza urgenza è fondamentale, il nostro supporto ha il grande valore che i medici ci riconoscono".