Una formazione ad hoc sulla medicina di ‘genere-specifica’
“Questo corso – spiega Luciana Bovone, responsabile scientifico del corso e referente Area Strategica, Aggiornamento Professionale, Formazione e Cultura OMCeOMI – vuole approfondire nuove variabili che possono influenzare lo stato di salute: primo fra tutte il genere, inteso non come diversità solo ed esclusivamente sessuale, ma come fattore su cui competono, concorrono e si integrano componenti biologiche, ambientali, sociali, economici, professionali, di appartenenza etnica e religiosa. Aspetti, tutti, di cui la medicina di genere deve tenere conto e che il medico, di qualunque specialità, deve essere formato a considerare: quando un paziente entra nei nostri ambulatori, occorre pensare dapprima alla persona nella quale la malattia è presente e poi al quadro e alle implicazioni cliniche. Solo così, usando approcci, sensibilità, linguaggi e empatia dedicati, specie in caso delle minorities, cioè di tutte le minoranze sessuali, la medicina di genere adempie alla propria ‘mission’ di medicina genere-specifica. Ciò a indicare che la medicina di genere non è delle minoranze, ma è inclusiva, attenta a prendersi cura di ogni tipologia di persona e dei suoi specifici determinanti di salute”.
“Con questa iniziativa formativa – spiega il presidente OMCeOMI, Roberto Carlo Rossi – rispettiamo due obiettivi: uno ‘di legge’ e uno ‘mondiale’: il rispetto e l’attenzione al genere rientra infatti tra i determinanti di salute che contribuiscono al benessere fisico, psichico ed emotivo della persona, secondo quanto definito dall’OMS. È stato dunque ideato per rendere la materia fruibile e immediatamente traslabile nella pratica medica quotidiana, che tocca quotidianamente molti cittadini. Per riuscire a far ciò abbiamo chiesto ai massimi esperti del mondo universitario, ospedaliero di organizzare delle lezioni che potessero illustrare ogni materia oggetto del corso sia in campo Medico Chirurgico, sia in quello Odontoiatrico per garantire una formazione aggiornata”.