Il recente richiamo del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, sull’urgenza di abbattere le liste d’attesa per ricostruire la fiducia nel Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha trovato una risposta immediata nella Fimmg che sottolinea come il "macigno" delle liste d’attesa, denunciato sia dal Ministero che dalla Fondazione Gimbe, trovi nella medicina territoriale il primo baluardo per il governo della domanda. "Senza un adeguato supporto contrattuale e organizzativo, i Mmg non possono esercitare appieno quella funzione di filtro necessaria a decongestionare gli ospedali". Motivo per cui  il segretario nazionale della Fimmg, Silvestro Scotti, ha chiesto di sbloccare immediatamente il rinnovo dell’Acn 2025-2027. Indispensabile per tale finalità l'Atto di indirizzo delle Regioni.   Da qui la richiesta di un confronto immediato che è stata inviata formalmente ai vertici istituzionali: il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, il presidente del Comitato di Settore Marco Alparone e il coordinatore della Commissione Salute Massimo Fabi.
Silvestro Scotti ha puntato il dito contro una gestione dei tempi contrattuali che penalizza il territorio. Mentre per la dirigenza medica (i medici ospedalieri) l'Atto di indirizzo è già pronto e le trattative partiranno a fine aprile, per la medicina convenzionata non c'è ancora traccia di convocazione. "Questa asimmetria non è una dimenticanza procedurale - attacca Scotti - è la premessa del fallimento dell'obiettivo dichiarato dal Ministro e dal Presidente del Consiglio. Non è concepibile parlare di integrazione ospedale-territorio mentre la medicina convenzionata resta al palo".
La tabella di marcia fissata dal segretario Fimmg non ammette ritardi: l'Atto di indirizzo deve essere disponibile già nel mese di maggio, per consentire l'avvio formale delle trattative tra la fine di maggio e l'inizio di giugno.
Scotti è netto sulle responsabilità: "Se quell’obiettivo non verrà raggiunto, la responsabilità non potrà essere imputata alle categorie professionali. Ricadrà su chi ha il dovere istituzionale di indirizzo e ha scelto di non esercitarlo in tempo".
Il rinnovo del triennio 2025-2027 per Fimmg dovrà focalizzarsi su tre pilastri per rendere operativa la riforma e dare ossigeno agli studi dei Mmg:
1.    Deburocratizzazione: meno carichi amministrativi per restituire tempo alla cura dei pazienti.
2.    Supporto organizzativo: investimenti certi per il personale di studio e infermieristico per garantire presidi territoriali efficienti.
3.    Attrattività: fermare la fuga dei giovani medici, rendendo la Medicina generale una scelta professionale sostenibile e competitiva rispetto agli altri settori.