Lucania, nuove CdC con il medico di famiglia al centro
L'attivazione di queste strutture ridefinisce l'assetto della medicina generale sul territorio, introducendo un modello organizzativo basato sulla cooperazione comunitaria e sulla prossimità delle cure.
Il cuore del nuovo modello risiede nell'integrazione delle competenze. Nelle Case di Comunità, il Mmg opera in stretta sinergia con un'équipe multiprofessionale composta da specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia e comunità, operatori socio-sanitari (Oss), psicologi, assistenti sociali e associazioni di volontariato.
A sottolineare il valore di questa evoluzione è Ambrogio Carpentieri, segretario provinciale vicario della Fimmg di Potenza, che evidenzia come questo nuovo modo di intendere l'assistenza medica non vada a snaturare l'attività tradizionale della medicina generale, ma a potenziarla: "La collaborazione tra i vari professionisti della sanità territoriale, unita al ruolo fondamentale e centrale dello studio medico di assistenza primaria, amplierà le competenze del medico di famiglia per il raggiungimento degli obiettivi di salute della comunità".
Oltre alle Case di Comunità, la programmazione della Asp di Potenza punta sul supporto strategico offerto dagli Ospedali di Comunità, strutture dedicate ai ricoveri intermedi brevi. Questi presidi sono pensati per accogliere soggetti deboli o mediamente complessi che affrontano una fase di riacutizzazione della propria patologia o che necessitano di una vigilanza sanitaria protetta prima del rientro a domicilio.
Anche in questo caso, la continuità assistenziale è garantita dal coinvolgimento diretto della medicina di famiglia. Negli Ospedali di comunità, infatti, a fronte di una presenza infermieristica costante e strutturata, la supervisione clinica resta in capo al Mmg, completando così la rete di protezione e gestione della fragilità sul territorio lucano.