"La nuova riforma della sanità lombarda", presentata di recente dall'assessore alla salute e al welfare Letizia Moratti "con una mano trasferisce alcune funzioni (Ats-Asst) come le cure primarie, o la salute mentale, dalle Ats alle Asst solo erogatrici; con l'altra introduce un 'principio di equivalenza ed integrazione' tra pubblico e privato che pare aprire all'ingresso di operatori pubblici privati tra gli erogatori, includendo Ospedali di Comunità e Case della Salute finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nella riforma il privato ha potenziale semaforo verde per aziendalizzare servizi delle Asst, tra cui le cure primarie  I medici di famiglia potrebbero dover rispondere al budget di strutture private e non più a quello pubblico legato ai bisogni dei cittadini che li hanno scelti. Fanno bene a ribadire l'importanza del loro ruolo e a considerarsi centrali. Le persone hanno bisogno del medico di famiglia, di una figura le cui scelte non siano legate ad obiettivi economici". A sostenere ciò, Maria Elisa Sartor del  Dipartimento di Scienze cliniche e di Comunità Università degli Studi di Milano, protagonista, con il suo libro "La privatizzazione della sanità lombarda dal 1995 al Covid-19. Un’analisi critica" del recente seminario dell'dell'Istituto Mario Negri di approfondimento su tale tematica.
L’Istituto Mario Negri, nello scorso mese di marzo, si era fatto promotore di una giornata di lavoro per approfondire e discutere, sulla base delle bozze di riforma circolanti, le principali problematiche della riorganizzazione del Ssr lombardo e in particolare delle cure primarie, dell’integrazione e del riequilibrio ospedale-territorio e dellacontinuità di cura, dell’integrazione socio-sanitaria, del ruolo della prevenzione, del rapporto pubblico-privato e della formazione degli operatori sanitari. Dal dibattito è emerso un documento che è stato presentato agli organismi regionali coinvolti nella stesura della legge di riforma per evidenziare da un lato le debolezze del Ssr e per fornire dall’ altro delle proposte operative. In questi giorni, in vista dell’approvazione del disegno di legge per la riforma regionale previsto per la metà di ottobre, si sta riaprendo il dibattito tra addetti ai lavori, società civile, forze politiche e amministratori. I dati della ricerca della Prof.ssa Sartor entrano nel merito di un nodo centrale della riforma, il rapporto tra pubblico e privato, che sarà cruciale nel prossimo assetto legislativo, fornendo con la sua analisi interessanti spunti di riflessione e proposte operative per tutti gli attori istituzionali e soggetti in campo.
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