Sì agli investimenti sul territorio del Pnrr, ma mancano i medici
"Il Pnrr - continua Dattolo - rappresenta l’occasione, forse ultima, per riformare realmente in maniera moderna il nostro Sistema Sanitario Nazionale/Sistema Sanitario Regionale. Molte regioni, come la nostra sono già pronte, ma bisogna reimpostare la Missione 6 dal punto di vista finanziario, bisogna assicurare alle regioni le risorse adeguate per assumere, visto che la dote assegnata alla salute è la metà di quella concessa a villette, condomini, seconde e terze case, e perché l’ospedale del futuro non è solo tecnologia, senza riguardo a chi la fa funzionare o adeguamento a norme, senza attenzione alla necessaria flessibilità di spazi, modelli organizzativi, dotazioni organiche.
"Le rassicurazioni avute dall'assessore regionale alla Salute Simone Bezzini sono fondamentali ma il governo finanzi le assunzioni di medici e infermieri perché altrimenti si rischia di mettere le basi di una macchina che poi non avrà benzina per camminare, di costruire un sistema pensato con le migliori intenzioni ma che non avrà risorse per tenersi in piedi e a quel punto sarà l'intero sistema sanitario a pagarne le conseguenze in termini di servizi e qualità”, avverte.
“Abbiamo retto con gravi sofferenze alla pandemia ma, e da tempo ormai, il sistema ospedaliero e la medicina generale sono investiti da uno tsunami e i medici sono in preda a un burnout che lascia spazio solo alla fuga. Nella nostra regione – spiega Dattolo – nei prossimi anni saranno pensionati circa 4.000 camici bianchi, più o meno la metà di quelli ora in servizio. Ma l'allarme vale già per l'oggi, perché in Toscana mancano 800 medici specialisti e 250 tra medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, tanto che alcuni medici di famiglia seguono 1.800 pazienti, un sovraccarico che mette in difficoltà non solo loro ma anche gli stessi pazienti”.