La guerra non è solo una crisi geopolitica o umanitaria, ma una vera e propria emergenza sanitaria globale. A lanciare l’allarme è Isde Italia (Associazione medici per l’ambiente), che richiama l’attenzione della comunità internazionale sulle conseguenze dirette e indirette dei conflitti sulla salute delle popolazioni.
Secondo l’associazione, i conflitti armati contemporanei producono effetti devastanti e ampiamente documentati: i civili rappresentano ormai fino al 90% delle vittime, mentre oltre la metà delle strutture sanitarie nelle aree di crisi risulta danneggiata o distrutta. A questo quadro si aggiunge il drammatico fenomeno delle migrazioni forzate: nel mondo, più di 100 milioni di persone sono oggi costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre e violenze.
La guerra, sottolinea Isde, agisce come un determinante strutturale di malattia. Gli effetti includono traumi fisici e psicologici profondi, l'interruzione dell’accesso alle cure essenziali, la diffusione di malattie infettive e un generale peggioramento delle condizioni di vita. Non va poi trascurato l'impatto ecologico: i conflitti contribuiscono alla distruzione degli ecosistemi e al degrado ambientale, aggravando drasticamente la crisi climatica.
Un aspetto particolarmente critico riguarda la spesa militare globale, che ha superato i 2.200 miliardi di dollari annui. Si tratta di risorse ingenti che, denuncia l’associazione, vengono sottratte alla sanità pubblica, alla prevenzione e alle politiche di contrasto al cambiamento climatico. Le attività militari, inoltre, incidono in modo significativo sulle emissioni climalteranti, spingendo il pianeta verso punti di non ritorno ambientale.
Nel suo appello, Isde Italia richiama le responsabilità delle leadership internazionali e, in particolare, dell’Unione europea. L’invito è chiaro: evitare qualsiasi contributo a una spirale di escalation militare e riorientare le politiche verso la promozione della pace, del diritto internazionale e della sostenibilità.
Continuare ad aumentare la spesa bellica mentre i sistemi sanitari nazionali affrontano carenze strutturali rappresenta, secondo l’associazione, una scelta politica con ricadute dirette e pericolose sulla salute pubblica.
In un contesto segnato da crisi interconnesse — economiche, sociali, ambientali e umanitarie — Isde Italia ribadisce la necessità di riaffermare il primato della salute, della tutela dell’ambiente e dei diritti umani.
L’associazione chiede un impegno immediato per rafforzare la cooperazione internazionale e affrontare in modo integrato le sfide della crisi climatica e dei conflitti armati. L'obiettivo è scongiurare un ulteriore deterioramento delle condizioni di vita e proteggere il benessere delle popolazioni globali.