La Sit (Società italiana di telemedicina), a quattro mesi dal decreto sulla Piattaforma nazionale di telemedicina (Pnt), segnala difficoltà operative concrete che potrebbero frenare la sanità digitale proprio dove sarebbe più necessaria. L'attuale obbligo di accedere ai servizi esclusivamente tramite Spid, Cie (Carta d'identità elettronica) o Ts Cns rappresenta un ostacolo insormontabile per molti:
  • Fasce deboli: una quota enorme di cittadini anziani o fragili non possiede questi strumenti. Lo stesso vale per molti "caregiver" e badanti, essenziali nel telemonitoraggio quotidiano.
  • Tempi e tecnologia: le attese per ottenere la Cie sono lunghissime e l'uso della Tessera sanitaria come chiave d'accesso richiede lettori di smart card che quasi nessuno ha in casa.
  • Luoghi chiusi: nelle carceri, dove la telemedicina ridurrebbe i trasferimenti pericolosi, l'uso obbligatorio dello smartphone per l'identità digitale rende il servizio inapplicabile.
Il decreto prevede che le piattaforme regionali non possano conservare i referti, che devono finire subito nel Fascicolo sanitario elettronico (Fse).
Ma la realtà è complessa: 
  • Fse poco usato: in molte regioni, meno della metà dei cittadini lo consulta. Molti pazienti rischiano quindi di non sapere dove recuperare l'esito di una visita.
  • Mancanza di consensi: se il paziente non ha autorizzato preventivamente la consultazione del fascicolo, il medico non può vedere i dati, bloccando di fatto la continuità delle cure.
  • Infrastrutture fragili: il sistema nazionale dei dati non è ancora pronto ovunque, creando "buchi" informativi che penalizzano il malato.
La Sit ricorda come la ricetta dematerializzata sia diventata un successo solo dopo una fase di transizione graduale. Imporre oggi una digitalizzazione totale e rigida, senza passaggi intermedi, rischia di produrre l'effetto opposto: far tornare indietro la sanità.
Per evitare che la telemedicina diventi un privilegio per pochi esperti digitali, la Società italiana di telemedicina propone
  • Una fase di transizione: permettere un passaggio graduale alle nuove regole per dare tempo a pazienti e strutture di adeguarsi.

  • Accesso facilitato: introdurre sistemi di sicurezza più semplici, come i codici temporanei (Otp) via Sms, ugualmente sicuri ma molto più facili da usare.

Archivi temporanei: consentire alle piattaforme regionali di conservare i documenti clinici almeno per una settimana, dando al paziente il tempo di scaricarli agevolmente.

La telemedicina deve essere uno strumento che accorcia le distanze, non una nuova barriera che divide i cittadini tra chi sa usare il computer e chi no, motivo per cui la Sit chiede un dialogo con le istituzioni.