Missione 6 Pnrr, la sanità di prossimità entra nel vivo
Per contrastare la carenza di camici bianchi, il decreto proroga dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2027 la possibilità di trattenere in servizio, su richiesta dell'interessato, i medici convenzionati con il Ssn. La norma permette ai Mmg di restare in attività fino ai 72-73 anni, garantendo la continuità assistenziale in attesa della complessiva riforma del settore.
Parallelamente, sono previste procedure di stabilizzazione straordinarie: gli enti del Ssn potranno riservare fino al 50% dei posti nei concorsi a chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio negli ultimi cinque anni con contratti flessibili. Una misura finalizzata non solo a dare stabilità ai professionisti, ma anche ad abbattere le liste d'attesa che gravano pesantemente sulla gestione quotidiana degli ambulatori.
Telemedicina e semplificazioni per la fragilità
Il decreto impone alle Regioni l'attivazione di servizi di telemonitoraggio e teleconsulto specifici per l'area oncologica, facilitando il raccordo tra il Mmg e lo specialista ospedaliero.
Novità importanti riguardano anche la semplificazione per i pazienti con disabilità o malattie rare. Viene accelerata la riforma della disabilità con l'introduzione dell'invio telematico all'Inps del certificato di condizione, mentre per i pazienti cronici si garantisce la continuità terapeutica semplificando l'approvvigionamento dei farmaci innovativi, evitando interruzioni nei piani terapeutici prescritti.
Sanità integrativa: obblighi di trasparenza
Sul fronte dei fondi sanitari integrativi — un mercato che conta oltre 320 enti e vale circa 4 miliardi di euro — il Governo ha introdotto regole di rendicontazione molto più rigide. Sebbene sia saltato il passaggio di consegne della vigilanza alla Covip, resta l'obbligo per i fondi di pubblicare bilanci dettagliati che illustrino il rapporto tra contributi incasati e prestazioni erogate. Per chi non rispetterà questi standard di trasparenza dal 2026, è prevista la perdita delle agevolazioni fiscali.
il decreto per i medici di medicina generale rappresenta un segnale di "manutenzione straordinaria" del sistema. La possibilità di trattenere i colleghi più esperti in servizio è una boccata d'ossigeno necessaria, ma non risolutiva, per i distretti sotto pressione. Di particolare rilievo è la stretta sui fondi integrativi: la richiesta di maggiore trasparenza nel rapporto tra contributi e prestazioni potrebbe favorire una migliore integrazione tra sanità pubblica e privata, evitando duplicazioni e garantendo che le risorse siano effettivamente destinate all'assistenza diretta del paziente. La sfida per i Mmg sarà ora quella di presidiare l'attuazione dei servizi di telemedicina e le nuove procedure per la disabilità, affinché la semplificazione burocratica si traduca in un reale vantaggio clinico e professionale.