Il nuovo monitoraggio dell’Agenas sull’Attività libero-professionale intramuraria (Alpi) conferma il pieno recupero dei volumi dopo la pandemia. Per medici e dirigenti, il documento delinea un sistema a due velocità, dove la libera professione garantisce accessi rapidi ma fatica a restare in equilibrio con l'attività istituzionale.
Nel 2024, le visite cardiologiche si confermano la prestazione più richiesta in intramoenia (oltre 14.000 prenotazioni a settimana), seguite da quelle ortopediche e ginecologiche. Sul fronte diagnostico, l'elettrocardiogramma è l'esame più erogato. Complessivamente, l’attività istituzionale ha raggiunto 68,6 milioni di prestazioni, mentre l’Alpi si è attestata a circa 5,1 milioni.
Se per una visita privata nel 52% dei casi si attende meno di 10 giorni, il vero "gap" emerge nei ricoveri chirurgici. Il confronto tra regime pubblico e intramoenia è impietoso: per un intervento di ernia inguinale (Classe B), un cittadino aspetta mediamente 126 giorni nel canale istituzionale, contro i soli 34 giorni dell'Alpi. Un divario che spinge inevitabilmente chi può permetterselo verso il pagamento della prestazione.
Il report segnala diversi casi in cui l’attività privata supera quella pubblica (oltre il 50% del totale in branche come Urologia e Chirurgia vascolare). I motivi di questo squilibrio sono molteplici:
⦁    Carenza di personale: il numero ridotto di medici nel pubblico limita le ore dedicate all'attività istituzionale.
⦁    Saturazione delle sale operatorie: spesso le ore del mattino sono insufficienti a smaltire le liste, lasciando spazio solo ai turni pomeridiani in libera professione.
⦁    Mancata gestione dei Cup: dove le agende non sono integrate, il monitoraggio dei volumi è meno efficace, favorendo lo sforamento dei limiti previsti.
L'equilibrio tra pubblico e privato non è solo un principio etico, ma un obbligo di legge. La normativa attuale (Legge n. 213/2023) prevede sanzioni precise per le aziende e i professionisti che non rispettano le proporzioni:
Sospensione dell'Alpi: se l'attività privata supera quella istituzionale, la Regione può ordinare il blocco della libera professione per quella specifica unità operativa finché non viene ripristinato l'equilibrio.
⦁    Responsabilità dei direttori: il mancato monitoraggio può incidere sulla valutazione dei Direttori generali, con riflessi sulla quota variabile del loro compenso.
⦁    Blocco delle assunzioni: le aziende inadempienti nei piani di recupero delle liste d'attesa possono subire limitazioni nei finanziamenti o nelle facoltà assunzionali.
Un segnale positivo arriva dai Cup unici: 12 Regioni utilizzano ormai esclusivamente il sistema di prenotazione centralizzato anche per l'intramoenia. Questo permette una trasparenza totale e il monitoraggio in tempo reale dei volumi, strumento indispensabile per evitare che l'offerta privata prevalga su quella pubblica, garantendo l'equità del sistema.
L'Agenas richiama le aziende a una vigilanza costante: l'intramoenia è una risorsa, ma non può diventare la via di fuga sistematica da un servizio pubblico in affanno.