Italia: primato di longevità, ma...
Fotografia della Medicina generale: numeri e criticità
L'attuale scenario della Mg in Italia mostra una contrazione preoccupante: mentre la densità totale dei medici è cresciuta, quella dei Medici di medicina generale (Mmg) è diminuita del 13% nell'ultimo decennio. Questa riduzione ha generato una pressione assistenziale critica, con il 52% dei Mmg che nel 2023 assisteva oltre 1.500 pazienti, superando il limite massimo previsto dal contratto collettivo.
La carenza non è uniforme sul territorio, ma colpisce con estrema durezza il Nord: nella sola Lombardia, per rientrare nei parametri di un rapporto sostenibile (1.350 pazienti per medico), servirebbe un incremento del 20% del personale. A livello nazionale, il deficit stimato oscilla tra i 2.910 e i 5.897 medici di base. A peggiorare il quadro è il profilo anagrafico della categoria: il 68% dei Mmg in attività si è laureato più di 27 anni fa, una quota che sale al 75% nelle regioni meridionali, prefigurando un'ondata di pensionamenti che colpirà duramente soprattutto Campania, Puglia e Sicilia nei prossimi cinque anni.
Le sfide per il futuro dei Mmg
Il documento Ocse individua chiaramente le sfide che la professione deve affrontare per non soccombere:
Disincentivi formativi e professionali. La formazione dei Mmg, storicamente gestita a livello regionale ed extra-universitario, offre borse di studio inferiori del 50% rispetto alle specializzazioni universitarie. Questo ha creato un "effetto sostituzione", spingendo i giovani laureati verso altre carriere.
Carico amministrativo e mancanza di integrazione. L'alto carico di pratiche burocratiche limita drasticamente il tempo dedicato alla clinica. Inoltre, la carenza di personale infermieristico (inferiore del 20% alla media Ue) impedisce la transizione verso modelli di assistenza integrata più efficaci.
Equivalenza formale. Una sfida cruciale è il riconoscimento del diploma di Mmg come scuola di specializzazione universitaria. Le riforme legislative in corso mirano a risolvere questa lacuna, garantendo una retribuzione adeguata ai tirocinanti e una maggiore integrazione nei servizi locali.
Digitalizzazione e competenze. Nonostante gli investimenti del Pnrr per strumenti come il Fascicolo sanitario elettronico (Fse 2.0), la telemedicina rimane frammentata e condizionata da un persistente divario regionale e da una scarsa alfabetizzazione digitale sia dei pazienti che di parte del personale.
Un sistema a due velocità
Se da un lato l'Italia brilla per l'efficacia delle cure ospedaliere (finanziate al 96% dallo Stato), dall'altro il cittadino è costretto a una spesa privata (out-of-pocket) elevata per la specialistica ambulatoriale e l'odontoiatria, spesso a causa delle lunghe liste d'attesa. Nel 2023, oltre il 7% della popolazione ha rinunciato a cure necessarie principalmente per i tempi di attesa.
In conclusione, la sfida per i Mmg e per il decisore politico è garantire che la Medicina generale torni a essere una scelta attrattiva per i giovani medici. Senza un intervento deciso su organici e modelli organizzativi, il primato di longevità dell'Italia rischia di essere messo a repentaglio da un'assistenza territoriale sempre più sguarnita e affaticata.