Il limite del modello attuale. Nonostante i risultati di salute italiani siano tra i migliori al mondo — paradossalmente ottenuti in un regime di sotto-finanziamento e razionamento implicito — il sistema appare bloccato. Il Crea evidenzia come i servizi sanitari pesino per meno del 20% sui determinanti della salute. Il vero nodo resta la presa in carico della cronicità, un contesto "liquido" dove il confine tra bisogno clinico e sociale sfuma, rendendo obsoleti i vecchi criteri di appropriatezza.
Le proposte: integrazione e governance unica
Per rendere efficace e sostenibile la tutela pubblica, il Crea propone tre pilastri di riforma:
1. Dalla globalità all'ibridazione: La risposta sanitaria deve estendersi al percorso sociale. L'integrazione sociosanitaria, spesso definita una "chimera", richiede risorse riunite sotto un'unica governance.
2. Umanizzazione come diritto: Oltre alla qualità clinica, il servizio deve garantire l'impegno a minimizzare l'impatto della malattia sulla vita quotidiana delle famiglie.
3. Logica One Health: È necessaria una governance nazionale che coordini le politiche assistenziali con quelle economiche e industriali, riconoscendo l'impatto della salute sullo sviluppo del Paese.
Il coraggio del razionamento esplicito. Uno dei punti più innovativi e delicati riguarda il superamento del razionamento implicito. Oggi l'accesso alle cure è spesso limitato da barriere invisibili che colpiscono le fasce più fragili.
⦁ Equità economica: Il Crea suggerisce alla politica di definire criteri di prioritizzazione espliciti, basati sull'impatto economico delle cure sui bilanci familiari.
⦁ Appropriatezza multidimensionale: Questo principio deve essere ridefinito per la cronicità, tenendo conto delle aspettative della popolazione e della loro "meritorietà sociale".
Verso una nuova "fase costituente"
Il razionamento esplicito è una scelta politicamente complessa, ma necessaria per superare l'attuale staticità. L'auspicio è l'apertura di una stagione di riforme paragonabile a quella che portò all'istituzione del Ssn nel 1978. Una fase ispirata non solo alla clinica, ma alla sostenibilità e all'equità reale.
I punti chiave per il professionista:
⦁ Appropriatezza. Non più solo clinica, ma legata alla multidimensionalità del paziente cronico.
⦁ Sistema salute. Superamento dei silos sanitari per una gestione integrata con il sociale.
⦁ Prioritizzazione. Necessità di criteri politici chiari per proteggere le quote di popolazione più deprivate