Secondo rapporto Ocse (Oecd) "The Health and Economic Benefits of Tackling Non-Communicable Diseases", entro il 2050 la multimorbidità crescerà del 75%. La Medicina generale resta l'unico baluardo per la sostenibilità del Ssn. Di fronte a un aumento vertiginoso delle malattie non trasmissibili e alla complessità gestionale e clinica dei pazienti con polipatologie, lo studio delinea una strategia d’urto basata su prevenzione primaria, screening e potenziamento della Primary care.
Nonostante decenni di sforzi politici, le patologie croniche continuano a crescere in modo esponenziale. Tra il 1990 e il 2023, nell’area Ocse, la prevalenza del diabete è aumentata dell’86%, quella delle malattie cardiovascolari (Cvd) del 27%, il cancro del 36% e la Bpco del 49%. Oggi, un cittadino su otto convive con una patologia cardiovascolare.
Per il medico di medicina generale (Mmg), la sfida quindi non è più la singola diagnosi, ma la gestione della multimorbidità. L’invecchiamento della popolazione e i migliori tassi di sopravvivenza porteranno a un aumento del 75% della multimorbidità entro il 2050.
Questo scenario ha un impatto clinico profondo:
A. Politerapia: oltre il 60% dei pazienti con due o più Ncd assume cinque o più farmaci, aumentando drasticamente il rischio di eventi avversi.
B. Salute Mentale: le patologie croniche sono un "driver" per la depressione. Il rischio aumenta del 25% nei pazienti con malattie polmonari croniche e del 50% in chi soffre di tre o più patologie.
C. Autonomia: i pazienti con multimorbidità dichiarano una minore fiducia nella propria capacità di gestire la salute, richiedendo un supporto costante dal proprio medico.
Le malattie non trasmissibili rappresentano un’emergenza economica: se potessimo eliminare queste patologie, la spesa sanitaria globale sarebbe inferiore del 41%. In termini macroeconomici, il peso delle cronicità riduce il Pil dei paesi Ocse di quasi il 4% a causa della perdita di produttività e dei pensionamenti anticipati.
Strategie efficaci
Il rapporto propone uno scenario ambizioso: allineandosi alle performance dei "migliori della classe" (il Top quartile), si potrebbe ridurre la mortalità prematura dell’11,4% e risparmiare 317 miliardi di dollari l'anno. Sono necessari tre pilastri:
1. Empowerment del paziente: fornire motivazione e competenze per trasformare l'intenzione in azione.
2. Ambienti supportivi: politiche pubbliche che rendano la scelta salutare "la più facile" (es. regolamentazione della pubblicità alimentare).
3. Sistemi sanitari reattivi: qui il ruolo del Mmg è insostituibile. Lo studio evidenzia però un "gap" di counseling: meno di un terzo dei pazienti riceve consigli nutrizionali adeguati.
Per potenziare lo screening e la gestione integrata, il rapporto Ocse evidenzia che la chiave di volta è rappresentata dalla Primary care, in particolare dal rapporto di fiducia che caratterizza la relazione tra Mmg e assistito. Questa fiducia è la chiave per potenziare lo screening e la gestione integrata.
Investire nella prevenzione primaria, in particolare nel contrasto all'obesità, garantisce ritorni economici dieci volte superiori rispetto al solo miglioramento dei trattamenti acuti. La Medicina generale non è solo la prima linea di cura, ma il motore della sanità del futuro.
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