Serve concertazione sull'aumento del tetto degli assistiti per i neolaureati in Medicina
Entrando nel dettaglio dei due emendamenti aggiuntivi firmati dall'assessore di riferimento Manuela Lanzarin, bloccati dalle opposizione, il primo avrebbe dato la possibilità per le Usl di assegnare ai giovani laureati iscritti al corso di formazione triennale in Medicina Generale curato dalla Regione fino a un massimo di mille assistiti se frequentano il primo anno e di 1.200 se invece sono al secondo o al terzo. Allo studio dovrebbero affiancare il lavoro in ambulatorio, che però non sarebbe retribuito ma «computato come attività pratica del corso». Si tratta di incarichi temporanei: le Regioni possono derogare fino al 30% sul limite dei 500 assistiti previsti dalla legge nazionale per i camici bianchi in formazione.
L'altro emendamento contestato riguarda il reclutamento di professionisti per l'emergenza-urgenza, Pronto Soccorso in particolare, declinato in tre modalità. La prima è il ricorso a contratti a tempo determinato o di collaborazione coordinata, oppure ad altre forme di lavoro flessibile, rivolti a medici che abbiano prestato servizio nel pubblico per almeno quattro anni e o nell'urgenza-emergenza anche nei 15 anni precedenti. E ciò risponde all'esigenza di ricorrere a personale con esperienza. Le altre due modalità di assunzione riguardano l'acquisto di prestazioni aggiuntive con un compenso che sale da 80 a 100 euro lordi l'ora ed è quindi equiparato a quello dei liberi professionisti; e il ricorso, per il triennio 2022/2024, a laureati non specializzati da inquadrare con contratti libero-professionali. Da mantenere anche qualora entrino in specializzazione e allora presterebbero attività di supporto al di fuori dell'orario dedicato alla formazione. Il tutto nell'ottica, spiega l'emendamento, di «limitare il ricorso alle esternalizzazioni», cioè alle cooperative, che già adesso hanno in appalto 18 Pronto Soccorso su 26.