Sulle prestazioni specialistiche in farmacia infuria la polemica
Cimest: "siamo alla follia“. L’erogazione di prestazioni specialistiche in convenzione in farmacia presentando la ricetta? Siamo alla follia". Questo quanto affermato da Salvatore Gibiino e Salvatore Calvaruso, coordinatori del Cimest, l’associazione intersindacale che racchiude molte sigle del comparto medico siciliano, a latere dell'intervista del Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rilasciata al Sole 24 Ore in cui per l'appunto proponeva di abbattere le liste di attesa, garantendo in farmacia analisi di base in convenzione con il Ssn come sta già sperimentando la Liguria. Nella stessa intervista Gemmato sottolineava che: "le farmacie possono essere preziose anche nel prendersi carico dei malati cronici e nel fornire servizi di telemedicina in quelle aree del paese dove l'ospedale è lontano e per un anziano può essere utile avere un primo referto senza doversi spostare”
I coordinatori del Cimest, pur sottolineando "il massimo rispetto per la figura professionale del farmacista, essenziale per il comparto sanitario", precisano che "non si può pensare di abbattere le liste d’attesa trasformando i farmacisti in medici specialisti ma dare le giuste risorse a chi professionalmente ne è abilitato ed è pronto a farlo da subito mentre in numerosi contesti regionali è sottoutilizzato per mera volontà politica”. Ma sottolineato ciò, vanno giù duri:
“Dopo averle trasformate in empori della sanità dove è possibile acquistare cosmetici, profumi, calzature, generi alimentari e giochi per bambini – proseguono Gibiino e Calvaruso - il sottosegretario Gemmato vorrebbe che le farmacie fossero anche laboratori di analisi e studi di cardiologia o di altre specialità in convenzione con il sistema sanitario per erogare prestazioni in grado di abbattere le liste d’attesa. Che Gemmato, farmacista e titolare di farmacia a Terlizzi, se ne esca con una proposta simile, ci fa pensare che abbia voluto svestire l’abito di sottosegretario per indossare il camice nel promuovere interessi di bottega che non rappresentano assolutamente la soluzione del problema delle liste di attesa ma configurano soltanto un palese conflitto di interessi. Siamo sicuri che il Ministro della Salute ed il Presidente della FNOMCeO prenderanno le distanze da queste inopportune affermazioni del sottosegretario Gemmato. Una cosa è considerare le farmacie ‘presidi sanitari’ come prevede la legge, altra cosa è fargli gestire la medicina specialistica ‘in convenzione’ trasformando le farmacie in strutture convenzionate. Se di paradossi dobbiamo parlare perché non autorizzare gli specialisti a consegnare i farmaci da loro stessi prescritti?”.
Fofi e Federfarma ribattono. Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), commenta così le dichiarazioni rilasciate dai coordinatori del Cimest. “In una delle fasi più complesse della storia recente, quale è stata certamente la pandemia, i farmacisti si sono rivelati un elemento di solidità del Ssn, dando prova di efficienza, competenza, affidabilità e piena integrazione con gli obiettivi di salute pubblica. I farmacisti impegnati sul territorio hanno sostenuto i bisogni di salute degli italiani e consentito al Paese di non fermarsi: con i tamponi e il rilascio del green pass, con la somministrazione di milioni di vaccini e la dispensazione di migliaia di terapie antivirali che senza il nostro impegno probabilmente non sarebbero mai arrivate nelle case dei pazienti. E ancora, grazie ai farmacisti è stata possibile l’adozione in tempi record della ricetta dematerializzata e l’erogazione di migliaia di prestazioni di telemedicina che in molti casi si sono rivelate salvavita, contribuendo a ridurre la pressione sui Pronto Soccorso. È questa la lente attraverso la quale leggere la realtà del nuovo ruolo assunto dai farmacisti nel nostro Sistema sanitario. Un ruolo che l’intera categoria ha immaginato, prima, e perseguito, poi, senza sosta, dimostrando una straordinaria capacità di evolvere di pari passo con le trasformazioni del sistema e i bisogni di salute degli italiani. I farmacisti di prossimità – aggiunge Mandelli – hanno dimostrato di poter contribuire in maniera significativa a semplificare l’accesso alle campagne di immunizzazione, alleggerendo, supportando e integrando il peso sugli altri presidi e professionisti sanitari deputati alla cura dei pazienti. Un contributo che si estende all'attività di prevenzione e gestione delle cronicità - ambito nel quale riveste un ruolo fondamentale il monitoraggio dell’aderenza terapeutica -, che rappresenta un obiettivo di cruciale importanza per la tenuta del sistema, sia sul versante sanitario, sia sul fronte economico, che non può che tradursi in un impegno concreto per tutti i professionisti sanitari che operano sul territorio”.
Federfarma: "Non c’è nessuna trasformazione del farmacista in medico specialista". “Oggi l’organizzazione di un efficiente sistema di cure territoriali rappresenta una strada obbligata per rispondere alla sfida della cronicità - ribadisce Federfarma in una nota stampa - e garantire una maggiore equità di accesso alle cure. Un obiettivo da realizzare mettendo al centro il paziente, puntando sulla prossimità e su un modello di assistenza interprofessionale che, nel rispetto delle differenti competenze, deve valorizzare la sinergia tra farmacisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e infermieri come delineato dal DM 77 - conclude il presidente Fofi - nonché sulla valorizzazione delle opportunità che derivano dall’implementazione della tecnologia applicata ai servizi e alle prestazioni sanitarie. I farmacisti sono stati e continueranno ad essere, all’interno della rete dell’assistenza territoriale, il motore di questo cambiamento”.
"Oggi la Farmacia garantisce - continua il comunicato - anche sulla base del quadro normativo di riferimento che ha ampliato le previsioni del D. Lgs. n. 153/2009 in tema di farmacia dei servizi le seguenti prestazioni:
-Dispensazione assistita del farmaco, consultazione e farmacovigilanza;
-Esecuzione di test diagnostici e vaccinazioni;
-Screening di prevenzione;
-Diagnostica strumentale (ECG, holter pressorio, holter cardiaco, spirometria, etc);
-Servizi di Front Office (CUP, attivazione FSE, rinnovo esenzioni, etc.).
Tali attività, insieme alla potenzialità delle farmacie in termini di strutture, dotazioni tecnologiche, livello di digitalizzazione ed effettuazione di nuovi servizi, portano ad eleggere la farmacia come uno dei pilastri della ristrutturazione dell’assistenza di prossimità orientata verso un nuovo modello di Ssn, incentrato sul territorio e sulle reti di assistenza socio-sanitaria.
Non c’è quindi nessuna trasformazione del farmacista in medico specialista, in quanto la norma esiste dal 2009 e in tutti i casi i servizi come ECG e holter sono refertati da specialisti. Per cui non c’è nessun mutamento nelle attribuzioni professionali né, tantomeno, alcuna forma di abuso di esercizio della professione. Oggi i servizi di telemedicina sono disponibili in oltre 7.000 farmacie e spesso hanno consentito di salvare vite umane, anche nelle aree più interne del Paese, lontane dalle strutture sanitarie pubbliche.
Federfarma non ha mai chiesto alcuna forma di esclusiva, né ha mai preteso che le farmacie individuassero i pazienti per i quali è necessario effettuare un ECG. Lo dimostra l’esempio della Regione Liguria – cui si riferisce il Sottosegretario Marcello Gemmato nell’intervista al Sole 24 Ore – dove è il medico a prescrivere l’esame che poi viene eseguito in farmacia. Ciò esclude ogni conflitto d’interesse. Stupisce che dei professionisti qualificati facciano affermazioni completamente prive di aderenza alla realtà".