Distribuzione farmaci, nuovi trasferimenti sul territorio
Il messaggio lanciato a industriali, farmacisti e specialisti è ambizioso: “Puntiamo a spostare il 90% dei farmaci dalla distribuzione diretta negli ospedali alla farmacia sotto casa”, ha annunciato Gemmato. La logica è clinica ed economica: un cittadino che trova il farmaco con facilità è un cittadino che si cura meglio.
I dati presentati dal presidente di Aifa, Robert Nisticò, confermano l'urgenza dell'intervento: oggi solo il 50% dei pazienti italiani è aderente alle terapie, con punte critiche nel diabete (27%) e nelle patologie respiratorie (20%). “Spostare questi farmaci in Dpc significa migliorare l’aderenza: se il farmaco è accessibile, il paziente lo assume con più regolarità”, ha ribadito Nisticò.
Il passaggio delle gliflozine alla distribuzione convenzionata ha generato un risparmio di 9,2 milioni di euro in un solo trimestre, con una proiezione annua di 36,5 milioni.
Oltre ai risparmi diretti, il superamento della Dd (Distribuzione diretta) incide sui costi indiretti legati a logistica e sicurezza. Gemmato ha ricordato l'impatto dei furti nelle farmacie ospedaliere: episodi che solo nei primi mesi del 2026 hanno già toccato il valore di 8 milioni di euro. Portare il farmaco sul territorio significa, dunque, proteggere il valore economico e terapeutico delle cure.
Il fronte professionale e industriale si è mostrato compatto nel sostenere l'evoluzione del modello. Il presidente di Farmindustria Marcello Cattani ha dichiarato: “La prossimità semplifica i percorsi e migliora la presa in carico. È la prova che governance e sviluppo industriale possono procedere insieme”. Ha tuttavia richiamato la necessità di superare la logica del payback e rafforzare la produzione nazionale di principi attivi (Api).
Marco Cossolo, presidente Federfarma e Andrea Mandelli, presidente Fofi, hanno ribadito la centralità del farmacista come consulente della salute in sinergia con il Mmg, garantendo monitoraggio e farmacovigilanza attiva. Pierluigi Petrone, presidente Assoram, ha sottolineato il ruolo della distribuzione intermedia come "anello di congiunzione indispensabile" per garantire la sicurezza totale della filiera.
Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, ha accolto positivamente il potenziamento della farmacia dei servizi, tassello fondamentale verso il nuovo Testo unico sulla legislazione farmaceutica.
Per il medico di medicina generale, l'annuncio del sottosegretario Gemmato rappresenta una svolta operativa immediata. Il trasferimento di nuove categorie di farmaci (presumibilmente ulteriori antidiabetici) entro il 30 marzo comporterà benefici diretti nella gestione della cronicità:
1 Migliore compliance: la riduzione dei "viaggi della speranza" verso gli ospedali favorirà la continuità terapeutica degli assistiti, specialmente anziani e fragili (il 94% dei cittadini, secondo il Censis, chiede la possibilità di reperire farmaci vicino casa).
2 Integrazione territoriale: il Mmg potrà contare su una rete di farmacisti più coinvolti nel monitoraggio dell'aderenza, coerentemente con il modello del Dm 77.
3 Semplificazione clinica: Meno burocrazia logistica per il paziente permette una gestione ambulatoriale più focalizzata sugli esiti di salute.