Agevolazioni fiscali per i medici che decidono di tornare in Italia
Se si guarda all’Europa fare le valigie significa guadagnare, in media, 60mila euro lordi in più all'anno. Con un massimo di 205 mila euro in più in Lussemburgo, 110 mila in Islanda e Olanda, 100 mila in Danimarca e Irlanda, 93 mila in Germania. Risultano più bassi degli stipendi italiani solo quelli offerti in Portogallo e Grecia. Per fermare l'esodo dei medici italiani, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha proposto l'adozione di un piano di incentivi fiscali simile a quello già in vigore per docenti e ricercatori: introdurre un maxi sconto fino al 90% sulle tasse per chi ritorna in Italia. Più nel dettaglio nel periodo d'imposta in cui la residenza viene riportata in Italia e nei successivi cinque anni, si pagano le tasse solo sul 10% del reddito di lavoro dipendente o autonomo. La proposta è attualmente in fase di valutazione da parte del Ministero dell'Economia.
A quanti al riguardo hanno posto il problema della copertura finanziaria, Annarita Patriarca (Fi), la prima in Parlamento ad avanzare tale proposta, ha sottolineato: "La questione della copertura finanziaria è un problema facilmente risolvibile se non addirittura un falso problema. I medici che eventualmente fossero interessati a rientrare in Italia e, quindi, a beneficiare dello sconto Irpef fino al 90% di fatto già non pagano le tasse nel nostro Paese e quindi non richiederebbero alcun budget a copertura. Anzi, il loro ritorno rappresenterebbe al contrario un surplus aggiuntivo per le casse dello Stato. È chiaro che la mia idea, che è stata accettata e sposata dal ministro Schillaci, può essere adottata anche in un arco temporale limitato, al fine di aiutare il Ssn a recuperare risorse umane in grado di far fronte alla crisi che sta colpendo gli ospedali italiani".