Il volume "Diseguaglianze e progresso verso la salute del futuro nell’era dell’IA", curato da Fausto Massimino ed Enrico Sabatini per la Fondazione Roche e presentato ieri a Roma, rappresenta una riflessione corale e multidisciplinare sulle disparità strutturali che attraversano il sistema salute nazionale.
La pubblicazione nasce dalla volontà di non affrontare il tema della diseguaglianza in via incidentale, ma di analizzare la "patologia" del sistema e non solo i suoi sintomi manifesti, offrendo una pluralità di punti di vista che spaziano dall'etica alla clinica, fino al diritto. Al cuore dell’opera vi è la centralità dell’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Tuttavia, i contributi evidenziano come il principio dell'universalismo solidale del Servizio sanitario nazionale (Ssn) appaia oggi come una promessa in parte disattesa, con circa il 9-10% della popolazione che rinuncia alle cure e una spesa out-of-pocket che pesa per il 24% sulle famiglie.
Il testo documenta come la salute sia profondamente influenzata dai "determinanti sociali" (reddito, istruzione, ambiente e relazioni) che condizionano l’aspettativa di vita più del codice genetico. Le analisi mettono in luce fratture profonde: dal divario nelle performance sanitarie tra Nord e Sud, dove alcune regioni meridionali faticano a garantire i Livelli essenziali di assistenza, ai ritardi nell'accesso alla diagnostica nelle aree interne e montane. Questa "geografia delle diseguaglianze" si manifesta anche nella migrazione sanitaria, che obbliga milioni di cittadini a spostarsi per ricevere cure adeguate, trasformando la distanza dai luoghi di eccellenza in una barriera spesso insormontabile per le fasce più povere.
Un'attenzione specifica è dedicata all’Intelligenza Artificiale (IA), definita un "Prometeo Digitale". L’IA non è presentata come una soluzione neutra, ma come una leva potente il cui impatto dipende dalla capacità delle istituzioni di governarla. Se da un lato può democratizzare l’accesso alla cura attraverso la telemedicina e la medicina di precisione, dall'altro rischia di codificare e amplificare i bias storici se addestrata su dati non rappresentativi. Diventa quindi essenziale investire nella health literacy e nella trasparenza algoritmica per garantire che l’innovazione non si trasformi in una nuova forma di esclusione.
Il volume approfondisce inoltre le dimensioni della fragilità attraverso sguardi verticali su bisogni specifici. Dalla medicina di genere, che richiede il superamento del modello maschile come riferimento unico, alla sfida della longevità. Vengono analizzate le sfide dell'oncologia pediatrica, dove l'età e il paese di nascita restano fattori prognostici determinanti, e le difficoltà di accesso alle terapie avanzate per le malattie rare. Un rilievo particolare è dato alla salute mentale, interpretata attraverso il concetto di "povertà vitale", e ai diritti dei più "invisibili", come le persone senza dimora o la popolazione detenuta, per i quali la mancanza di residenza o la restrizione della libertà diventano ostacoli all'esercizio del diritto alla cura.
L'opera curata dalla Fondazione Roche delinea una visione in cui la salute non è solo assenza di malattia, ma uno stato di benessere biopsicosociale che richiede responsabilità condivisa tra istituzioni e cittadini. La tutela del diritto alla salute viene riletta come un pilastro della dignità umana e della coesione sociale, presupposto indispensabile per il rafforzamento della democrazia e dello sviluppo del Paese.