I reparti ospedalieri restano sotto pressione e la carenza di personale continua a minacciare la continuità delle cure. Il 31 luglio 2025 avrebbe dovuto segnare la fine delle esternalizzazioni previste dal Decreto Schillaci, ma i dati Gapmed (provider di servizi e soluzioni tecnologiche per il settore healthcare) mostrano un quadro opposto: dal 2026 aziende sanitarie e Regioni sono tornate a bandire affidamenti a terzi per garantire i Lea ed evitare il blocco dei servizi.
Anche la politica riconosce l’impossibilità di rinunciare a questo strumento: la Camera ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a consentire l’uso di personale esterno per evitare l’interruzione delle prestazioni essenziali. "Non servono divieti, ma una regolamentazione moderna", osserva Domenico Bruno Pagano, Ceo di Gapmed.
L’affidamento a terzi resta una procedura eccezionale e normata dal Dl 34, attivabile solo dopo concorsi andati deserti e tentativi di reclutamento tramite Co.Li.Pro. Un meccanismo che diventa cruciale in un Ssn che, secondo Agenas, potrebbe perdere fino a 150mila professionisti entro il 2035 e in cui otto Regioni non raggiungono gli standard  dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
I numeri confermano la tendenza: tra gennaio e maggio 2026 il valore dei bandi ha raggiunto 56,8 milioni di euro (+16,6% sul 2025), nonostante il dimezzamento delle procedure. Considerando rinnovi e opzioni, la spesa reale sfiora i 75 milioni. L’urgenza è evidente: almeno 12 strutture cercano medici e altre 14 personale per gli Ospedali di Comunità.
La stretta normativa ha però generato un paradosso: limitare le esternalizzazioni ha fatto lievitare i costi orari dei medici contrattualizzati direttamente dalle aziende, arrivando in alcune Regioni a 100–120 euro l’ora. Al contrario, i tetti fissati dal D.M. 17/06/2024 (75–85 euro) rendono l’outsourcing spesso più conveniente, con risparmi fino al 25%.
La sfida ora è superare la logica dell’emergenza: qualificare meglio gli operatori, introdurre Kpi obbligatori, programmare i fabbisogni e integrare l’affidamento a terzi con politiche di retention del personale interno. Perché, in un sistema sotto pressione, regolare è più efficace che vietare.