Ai medici va riconosciuto lo status di pubblici ufficiali
Come medici di continuità assistenziale - prosegue Maio - siamo abituati a dare risposte, stavolta invece credo sia il momento di porre delle domande. Chiediamo alla direzione generale di quella Asl come sia possibile che, in piena pandemia Covid-19, non esista ancora un filtro per evitare che i pazienti accedano direttamente e liberamente all’ambulatorio? Le direttive contenute dalle Circolari Ministeriali volte a contrastare l’emergenza Covid-19, tra le regole indicate per la riduzione del rischio di contagio, contemplano un triage preventivo che eviti l’accesso incontrollato ai servizi territoriali e ospedalieri di soggetti potenzialmente positivi al Covid-19. Quali sono le misure di sicurezza che l’Asl ha messo in campo per proteggere i suoi medici? Cosa intende fare per evitare che aggressioni simili possano ripetersi?”.
L’episodio ripropone un tema sul quale da tempo Fimmg chiede un intervento deciso delle Istituzioni e della politica: l’attribuzione dello status di pubblico ufficiale ai medici nell’esercizio delle proprie funzioni.
“Avevamo richiesto che nella legge emanata a tutela del personale sanitario ci venisse riconosciuto lo status di pubblico ufficiale. Adesso chiedo a quanti in quei giorni si sono opposti a questa richiesta di rispondere a questa domanda: i provvedimenti che sono e saranno presi nei confronti di un cittadino che ha cercato di buttare giù una porta per prendere a pugni i medici - continua Maio – sono esattamente quelli che sarebbero stati attivati se ci fosse una legge che in modo inappellabile identificasse quali pubblici ufficiali i medici in servizio? Quale deterrente impedirà ad altri cittadini di fare altrettanto? Spero – conclude Maio - che quanti avevano la responsabilità politica di dare al personale sanitario questa garanzia non debbano trovarsi domani a portare sulla coscienza altre aggressioni, altre violenze o peggio altre morti. Lo spero per loro, ma soprattutto per chi, indossando un camice, vorrebbe solo poter assistere e curare senza rischiare ogni giorno di essere pestato a sangue sul proprio posto di lavoro. Di martiri in camice bianco i medici di continuità ne hanno già avuti troppi".