In Sicilia i medici del 118 ricorrono al Tribunale del Lavoro
“I fatti sono semplici e di una enorme gravità - spiega Cosentino - gli accordi regionali di lavoro dei medici del 118 convenzionati in Sicilia non si rinnovano da 14 anni e i compensi quindi, pure, sono bloccati, contrariamente a quanto avvenuto per altre figure mediche impegnate, anche in parte, nell’Emergenza sanitaria territoriale-118. Il cosiddetto premio Covid19, l’incentivo per gli ‘eroi’ dell’emergenza sanitaria, la Regione non lo ha mai corrisposto a questi professionisti, anche se lo ha annunciato in pompa magna, e nonostante fosse stata approvata un’apposita norma di legge dall’Assemblea regionale siciliana, inserita nella legge finanziaria regionale del 2020. Forse perché siamo medici di serie B, anche se da un anno e mezzo, e ancora oggi, siamo i primi ad arrivare con le ambulanze a assistere e soccorrere i cittadini”.
“L'Accordo Integrativo Regionale (Air) - per l'area dell'Emergenza Sanitaria Territoriale della Regione Sicilia - spiega il dirigente Fismu - risale infatti all'anno 2007 (decreto 23 febbraio 2007 GURS 14/2007). Da allora nessun ulteriore accordo è intervenuto nonostante le sollecitazioni dei sindacati e non è stato adottato alcun atto provvisorio, mentre il mutato quadro legislativo e contrattuale avrebbe dovuto determinare un adeguamento della normativa contrattuale decentrata riguardante i medici dell’emergenza per la regione Sicilia. L’inadempimento dell’istituzione regionale è evidente”.
“Mesi di ricerca di un dialogo, di lettere - conclude Cosentino - ma nessuna risposta: il silenzio. La Regione Sicilia, e l’Assessore Ruggero Razza, hanno snobbato i medici del 118. Non ci resta che chiedere giustizia al Tribunale del Lavoro, al quale in 46 (ma il problema riguarda tutto il settore ) abbiamo presentato un ricorso chiedendo che vengano rispettati i nostri diritti e risarciti nostri danni”