Salviamo il Ssn: Smi e Fismu hanno aderito alla mobilitazione
Smi: "Bloccare il declino del Ssn". "Abbiamo aderito convintamente alla mobilitazione, del 15 giugno, promossa dai sindacati della dirigenza sanitaria, dei medici e dei veterinari. Occorre fare presto - ha sottolineato Pina Onotri - per bloccare il declino, sotto gli occhi di tutti, del Servizio Sanitario Nazionale. Occorrono misure coraggiose, da parte del Governo, per far fronte alla fuga dei professionisti dal Ssn. È arrivato il tempo di ridare dignità al lavoro della dirigenza medica pensando alla standardizzazione di un sistema che valorizzi le competenze professionali, che punti al benessere organizzativo, che permetta la progressione di carriera, con l’attribuzione e il rinnovo degli incarichi, che bilanci il sistema di valutazione annuale dei dirigenti medici ai fini dell’attribuzione della premialità di risultato. Dopo quasi 10 anni di politiche di austerity, restrizioni e definanziamenti, il Servizio Sanitario Nazionale è arrivato stremato all’appuntamento inatteso con la pandemia da Covid. L’Italia, tradizionalmente accreditata nel mondo per il suo servizio sanitario pubblico, ha pagato invece un prezzo altissimo di vite. I motivi di questo fallimento, sono molteplici. Poche risorse umane e organizzative, in particolare nei settori delle cure primarie e dei servizi di prevenzione, e peraltro mai esercitate ad affrontare una emergenza sanitaria. Un sistema regionalizzato della sanità che non ha contribuito, a sua volta, nell’organizzazione coordinata della risposta alla pandemia, con la Spada di Damocle, sullo sfondo, dell’autonomia differenziata che aumenterà le disuguanze nell’erogazione dei servizi sanitari del Paese".
"Il Ssn, con la fuga dei medici e il burn out di quelli che restano, sta spegnendosi e con esso se ne va il bene più prezioso per tutti i cittadini: il diritto alla salute, gratuito ed universale. Occorre invertire la tendenza con la massima rapidità per cercare di non disperdere competenze accumulate in tutti questi anni. Per fare tutto questo - conclude Onotri - necessitano nuove importanti risorse per assicurare il carattere pubblico e universale della sanità e motivare i professionisti che lavorano nel servizio pubblico anche individuando politiche dedicate per le pari opportunità per le donne medico che sono ormai la maggioranza del personale sanitario e medico".
Fismu: "Difendere il lavoro dei medici". Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti, sindacato degli ospedalieri (costituente anche della Federazione Veterinari e Medici) e dei medici di medicina generale, della specialistica ambulatoriale e del territorio, è stata presente nelle diverse iniziative con dirigenti nazionali, regionali e locali. Francesco Esposito, segretario nazionale Fismu (ora FMT), ha sottolineato come gli appelli, le proposte, le denunce dei medici rimangano da anni inascoltate a livello nazionale e a livello regionale. “La situazione - spiega - è di straordinaria difficoltà perché i problemi storici e strutturali vengono da lontano, da diversi anni e governi passati, ma che si stanno ulteriormente acuendo. L’aggravante all’inerzia e alla mancata pianificazione di investimenti è la tendenza a facilitare l’esternalizzazione di servizi, cioè la privatizzazione di ulteriori pezzi di sanità pubblica. Un autentico banchetto sui diritti dei cittadini. Non si razionalizzano i piccoli ospedali e si punta sul territorio su Case di Comunità mal distribuite e peggio organizzate, che rischiano di essere delle cattedrali nel deserto.
Intanto, gli ambulatori degli specialisti e dei medici famiglia affogano nella burocrazia e in compiti impropri, il 118 è costretto a rincorrere le falle del sistema, i pronto soccorso sono presi di assalto e le corsie di ospedale sono con pochi posti letto”.
“Ma non basta - sottolinea - centinaia di medici, infermieri, tecnici sanitari e amministrativi dopo anni di tagli e di blocco delle assunzioni operano in una rete precarizzata che alla prima emergenza rischia sempre di essere travolta. E al danno si aggiunge la beffa in questi ultimi mesi: vediamo sempre più il ricorso a medici a gettone, o addirittura importati dall’estero, con costi anche più alti per le tasche dei contribuenti”.
“La tutela la salute dei pazienti passa per investimenti seri ed adeguati - conclude Esposito - per una riorganizzazione dei servizi e la fine della precarizzazione del personale medico e sanitario. Per salvare la sanità pubblica è urgente difendere e valorizzare il lavoro dei medici del Ssn”.