Rsa, Confcooperative Toscana: “No alla scelta tra chiudere o aumentare le rette”
Le Rsa in Toscana sono in totale 322, tra pubbliche (in piccola parte), profit e no profit, e ospitano 12mila anziani.
“Le Rsa e i Centri Diurni svolgono un servizio pubblico ma i costi sono sempre più privati, a carico delle organizzazioni e delle famiglie. Col caro energia la situazione è insostenibile - sottolineano Batini e Grilli -. Abbiamo manifestato alla luce dell’inerzia e del silenzio della Regione e degli Enti Pubblici: è assolutamente necessario che le Istituzioni, a tutti i livelli, intervengano urgentemente. Stiamo assistendo ad un tentativo di scaricare sulle cooperative, sulle famiglie e sugli utenti le inefficienze del sistema. Abbiamo superato il punto di non ritorno”.
“Nel caso degli associati a Confcooperative-Federsolidarietà e Confcooperative-Sanità toscane - spiegano Batini e Grilli - la situazione di grande sofferenza interessa l’universo delle strutture e dei servizi afferenti gli ambiti sociale, socio sanitario, assistenziale, educativo, della salute mentale e delle dipendenze, dell’assistenza territoriale, dell’inserimento lavorativo. La realtà è che la situazione in Toscana è totalmente bloccata e, oltre alle note criticità - mancanza di adeguamenti tariffari, incapienza delle basi d’asta nelle gare d’appalto, costi e strascichi della pandemia - ed al rincaro energetico, nel rinnovo delle convenzioni in scadenza di tutte le strutture gli Enti Pubblici propongono costi generali tarati sulle tariffe del 2018, perché secondo loro la situazione è ‘transitoria’ e comunque ben ‘ristorata’ dai Decreti Aiuti. ”