In Italia 4,5 milioni di persone non possono curarsi e la spesa privata nel 2022 ha superato i 40 miliardi, i 136 miliardi di euro per il finanziamento del Fondo sanitario nazionale non bastano. Questo è quanto emerso  a Roma alla presentazione del convegno ‘Le povertà sanitarie in Italia’, che si è svolto a Verona, primo di una serie di incontri promossi dalla Commissione episcopale per il servizio della carità e alla salute e dall’ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, la Conferenza episcopale italiana, con le 11 Federazioni e i Consigli nazionali delle professioni sanitarie e sociosanitarie, in avvicinamento al Giubileo della sanità del 2025, di cui è stato presentato il programma di iniziative congiunte.
"Il tema degli esclusi dall’accesso alle cure sta diventando un'emergenza sempre più seria – ha detto don Massimo Angelelli, direttore dell'Ufficio nazionale per la Pastorale della salute (Cei), in apertura dei lavori - Se prima si poteva pensare che riguardasse alcune fasce ridotte di popolazione molto svantaggiate, oggi sappiamo che 4,5 milioni di persone non possono curarsi e che la spesa privata nel 2022 ha superato i 40 miliardi. Ci stiamo allontanando dal dettato Costituzionale che prevede accesso universale alle cure e la gratuità per gli indigenti. Si stanno curando solo i benestanti”. Fnomceo, Fnovi, Fofi, Fnopi, Fnopo, Fno Tsrm e Pstrp, Cnop, Fnob, Fncf, Fnofi, Cnoas, che rappresentano oltre 1,5 milioni di professionisti, hanno condiviso le parole di don Angelelli, che ha condotto la conferenza stampa durante la quale si è delineato il percorso che porterà al Giubileo della Sanità 2025.
"Chi è costretto per motivi economici a rinunciare a curarsi rappresenta una sconfitta per il nostro Paese. Come dice Papa Francesco il 'Servizio sanitario nazionale è uno strumento di giustizia e pace. Quindi, dobbiamo valorizzare questo patrimonio, fatto anche e soprattutto delle straordinarie competenze delle professioni sanitarie e socio-sanitarie. Nostro impegno è lavorare per contrastare le povertà sanitarie e per sostenere il Ssn quale strumento di unità e coesione sociale". Queste le parole di  Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, che è intervenuto da remoto alla presentazione del Convegno.
Il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), Andrea Mandelli ha dichiarato: “Durante la pandemia abbiamo toccato con mano come la salute sia al centro delle nostre vite, perché senza salute non esistono libertà, né socialità, né sviluppo. Non possiamo dunque dimenticare chi, tutti i giorni, vive questa privazione ed è costretto a scegliere tra la salute e altre necessità. I farmacisti rinnovano quotidianamente il loro impegno per assistere ed essere vicini alle persone e hanno intrapreso con grande partecipazione questo percorso di avvicinamento al Giubileo 2025 per rimarcare l’urgenza di intervenire contro l’inaccettabile fenomeno della povertà sanitaria, unendosi ai numerosi appelli di Papa Francesco affinché siano garantite l’universalità e l’equità di accesso alle cure. Un obiettivo che vede i farmacisti italiani impegnati anche in numerose iniziative solidali, dalla Giornata di Raccolta del Farmaco, che ogni anno vede la mobilitazione di migliaia di colleghi impegnati nella raccolta dei medicinali da destinare alle persone indigenti, ai presidi farmaceutici solidali che forniscono cure gratuite ai pazienti bisognosi. È necessaria - conclude Mandelli – un’azione concreta e condivisa per preservare e rafforzare il nostro Servizio sanitario nazionale, presupposto ineludibile per garantire la tutela di un diritto fondamentale, che spesso diamo per scontato: quello di potersi curare”.