Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto per arginare il fenomeno che modifica alcuni articoli del codice di procedura penale: art. 380 (arresto obbligatorio in flagranza) e art. 382 bis (arresto in flagranza differita) art. 635 con cui si istituisce una pena aggravata per chi danneggia beni mobili o immobili all’interno o nelle pertinenze di strutture sanitarie o socio-sanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, compresi beni di medici e personale sanitario: reclusione da uno a cinque anni e multa fino a 10.000 euro e la pena è aumentata se il fatto è commesso da più persone riunite. In sintesi tra le misure principali troviamo pene più severe in caso di danneggiamento alle strutture sanitarie e socio-sanitarie: fino a 5 anni di carcere e 10 mila euro di multa, in caso di fatto commesso da più persone la pena è aumentata. Obbligo di arresto in differita in caso di aggressioni a danno del personale sanitario. Potenziamento delle misure di videosorveglianza con l'adozione dal parte del ministero della Salute, di concerto con il ministero dell'Interno, di linee guida per il loro utilizzo. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha infatti annunciato che: "L'intenzione del Governo è di prevedere nella prossima legge di bilancio una norma che ovviamente avrà adeguata copertura finanziaria per l'installazione di sistemi di videosorveglianza nelle parti delle strutture sanitarie maggiormente interessate dalle aggressioni. Non la si è inserita in questo decreto legge perché è necessario un confronto con le Regioni che hanno la competenza in sanità e con il Garante della privacy, trattandosi di strutture per cui servono delle cautele nell'utilizzo anche da parte delle forze di polizia. Dal primo gennaio saranno certamente disponibili i presupposti per estendere la videosorveglianza dove necessario".
"Con questo decreto - ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci - abbiamo dato un’altra risposta concreta a tutela di medici, infermieri e di tutti gli operatori sanitari e sociosanitari. Sarà immediatamente applicabile l’arresto in flagranza di reato anche differita per chi aggredisce un operatore sanitario. Abbiamo mantenuto un impegno preso con chi ogni giorno si dedica con competenza e dedizione alla cura dei cittadini e non merita di essere oggetto di violenza”.
“Il decreto inoltre – aggiunge - inasprisce la pena per chi danneggia beni all’interno o all’esterno di una struttura sanitaria. Non vogliamo più assistere a violenze nei confronti di donne e uomini del servizio sanitario ma neanche alla distruzione di pronto soccorso o reparti. Queste misure si aggiungono alle altre già approvate lo scorso anno, a scopo preventivo e di deterrenza: sono aumentate le pene per gli aggressori, è già prevista la procedibilità d’ufficio, indipendentemente dalla denuncia di chi viene aggredito e sono stati potenziati i presidi di polizia negli ospedali. Vogliamo che nelle strutture sanitarie e sociosanitarie si lavori in sicurezza – conclude il Ministro - ma sappiamo che accanto a questi doverosi e necessari interventi occorre uno sforzo ancora maggiore sul piano culturale. Per questo continueremo a promuovere, insieme alle categorie, campagne per sensibilizzare i cittadini e rinsaldare il rapporto di fiducia tra paziente e medico”.
“Quelli contro il personale sanitario non sono paragonabili ad altri reati di reati di violenza o minaccia, anche contro altri pubblici ufficiali. Chi lavora con grande fatica e sacrificio negli ambulatori e nei pronti soccorsi si pone al servizio del cittadino nel mondo più delicato della vita dell'esistenza. Il fatto che vengono offese, malmenati, devastati ambienti e strumenti essenziali è una cosa intollerabile. Malgrado le critiche che qualche volto abbiamo sentito che questo governo tende a panpenalizzare, estendere la tutela penale magari in modo ingiustificato, io ritengo che questo provvedimento abbia una generale condivisione”, ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, nella conferenza stampa al termine del Cdm.