Secondo i dati della Regione a soffrire di più di tale carenza sono le aree più marginali delle province, compresa quella di Torino. Un problema che è andato aggravandosi nel corso degli anni. Già nel 2021 la Regione Piemonte dava facoltà ai medici, nelle aree più disagiate, di prendere in carico fino a 1.800 assistiti, in deroga provvisoria al tetto dei 1.500 previsti dal contratto nazionale.
Venendo all'oggi i numeri parlano chiaro: i medici che hanno preso parte al bando per coprire la carenza di organico sul territorio sono 220. Per quanto riguarda invece il prossimo corso di formazione di Medicina Generale, su 140 posti solo 120 vi prenderanno parte. Cosa fare per arginare l'emergenza cercando di dare risposte immediate? Per Roberto Venesia, segretario Fimmg Piemonte c'è: "Una situazione drammatica, risultato di una quasi totale mancanza di programmazione portata avanti negli ultimi dieci-quindici anni e da noi più volte denunciata. In attesa di una necessaria riforma dei percorsi formativi che, a partire dall'Università, faccia conoscere e apprezzare la Medicina Generale, bisogna dare subito corso ai rinnovi degli Accordi integrativi regionali, in grado di disciplinare una situazione che comporta un sovraccarico per i camici bianchi in servizio e disagi per i cittadini. La prossimità, la vicinanza al paziente e il rapporto di fiducia non si inventano, si creano".
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