"Se hai qualche dubbio o timore sono a tua disposizione. Se invece credi che il vaccino sia una pericolosa arma in mano alle multinazionali del farmaco con la convivenza di noi medici di medicina generale sei pregato di cambiare ambulatorio perchè non tollero queste accuse stupide e offensive". Questo è quanto si legge sul cartello affisso fuori l'ambulatorio del dottor Giorgetti Amedeo Giorgetti, medico di medicina generale a Recanati. Una decisione che ha fatto molto discutere, ma a cui il medico di famiglia è arrivato dopo una serie di tentativi falliti fatti soprattutto verso i suoi assistiti 'fragili' per convincerli a vaccinarsi, alcuni dei quali sono poi risultati positivi al Covid. Giorgetti ha comunque seguito questi pazienti inviando a casa le Usca. Ma una volta guariti gli ha chiesto di cambiere medico. Dai colleghi però è arrivata piena solidarietà. "Un atto ammirevole. Se un assistito non condivide le scelte vaccinali di chi lo cura, cambi studio. Noi siamo esasperati - .Questa la dichiarazione di Silvestro Scotti, al Corriere della Sera, in merito alla vicenda del medico di Recanati "Ha ragione Giorgetti nel sollevare il problema - ha detto Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO. "Noi per giuramento dobbiamo curare tutti quelli che ne hanno bisogno  - precisa Anelli - senza distinzioni e così farà lui. Se fra medico e paziente non c'è intesa, però il rapporto fiduciario che è alla base del progetto di cura si spezza".
Ma quello avvenuto a Recanati non è un'episodio isolato. Anche in Veneto, per esempio,  alcuni Mmg  hanno chiesto ai loro pazienti no vax di trovarsi un altro dottore. “Noi medici abbiamo il dovere di curare tutti, commenta il segretario della Fimmg Veneto Maurizio Scassola, ma se viene a mancare la fiducia anche da parte del paziente, l’unica soluzione è cambiare”.  Il presidente dell’Ordine dei Medici di Padova Domenico Crisarà racconta di aver vissuto la stessa situazione denunciata dal collega di Recanati con un proprio assistito sostenitore delle più disparate teorie no vax.
Di sfogo comprensibile, ma non condivisibile parla Brunello Gorini, segretario della Fimmg di Treviso, dal momento che i pazienti dubbiosi rispetto alla vaccinazione, dice, sono quelli con cui bisognerebbe impegnarsi maggiormente.
Ma che ci sia un limite lo afferma anche il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi, che sull’iniziativa presa dal medico di Recanati è lapidario: "Lo capisco, un medico di base può ricusare i suoi pazienti se ha delle motivazioni serie. E in questo caso lo sono visto che il rapporto fiduciario, alla base della relazione tra Mmg e paziente, è messo seriamente in dubbio".
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