Emergenza pandemica, patologie croniche e riforma della sanità territoriale, sono queste le tematiche che caratterizzano il 38° Congresso Simg che è stato denominato anche “Progetto Nazionale di Rinascita e Ripartenza della Medicina Generale”. Il Congresso è iniziato il 20 novembre con sessioni online, prosegue fino al 31 marzo 2022 con una ampia mole di contenuti formativi da remoto con live dirette e FAD asincrone, ma prevede anche tre giorni di sessioni in presenza da giovedì 25 a sabato 27 novembre presso la Fortezza da Basso di Firenze.
“Il 38° Congresso Nazionale della Simg cade in un momento cruciale della vita del nostro Ssn e della nostra professione – ha sottolineato Claudio Cricelli, Presidente Simg – . Questa situazione emergenziale ha nuovamente rilevato i limiti della Medicina Generale che oltre a fronteggiare l’emergenza pandemica e le malattie stagionali, deve seguire costantemente i malati cronici, già penalizzati con rallentamenti durante il 2020, senza dimenticare che sono gli stessi medici di famiglia ad essere già impegnati nella campagna vaccinale con le terze dosi, con i vaccini antinfluenzali, con i tamponi, con i green pass. Questa fase evidenza ancora di più come la pandemia gravi sul lavoro dei Mmg. Siamo quindi  a un punto di svolta, che deve essere rappresentata da un’analisi critica delle carenze strutturali e dei grandi punti di forza emersi finora di questa professione all’interno del Ssn. Il congresso deve riassumere le pratiche virtuose messe in atto da parte della Medicina Generale negli anni passati e durante la pandemia, ma allo stesso tempo andremo a delineare gli elementi di prospettiva per consentirci di attuare una svolta radicale. Il punto di partenza sarà nei processi di formazione di una classe di medici di famiglia qualificata ed entreremo nel merito di tutti gli elementi che costituiscono la pratica professionale. Ci occuperemo, ad esempio, di definire i modelli abitativi della medicina generale, perché servono strumenti, personale di supporto che sia qualificato, una divisione dei compiti tra i medici che compongono uno studio”.
Una revisione organizzativa del sistema sanitario e in particolare delle cure territoriali è indispensabile – sottolinea Cricelli – dobbiamo definire le priorità nell’allocazione delle risorse del PNRR, che resta comunque un piano straordinario Devono essere delineati gli investimenti necessari, utili alle trasformazioni radicali dei modelli organizzativi della medicina territoriale. È necessaria una riflessione ampia che riguardi tutte le componenti delle medicina, ma anche la società civile”.
I TRE PUNTI PROPOSTI DALLA SIMG – La posizione della SIMG si articola in tre elementi che fanno parte di un discorso unico, visto che i problemi vanno affrontati contestualmente e non a compartimenti stagni. “Anzitutto, devono essere definiti al dettaglio i compiti della Medicina Generale, alla luce soprattutto di un percorso di formazione adeguato – aggiunge Ovidio Brignoli, Vice Presidente della Simg – Si deve strutturare una specializzazione vera e propria, che porti al superamento dell’attuale Diploma del corso di medicina generale e, come avviene per i medici specializzandi, anche i Mmg in formazione devono poter accedere a un percorso di formazione e lavoro, senza essere relegati a un ruolo di osservatori passivi, per poter essere subito pronti a esercitare la professione”.
“In secondo luogo, la qualità della professione dipende dall’organizzazione e dagli strumenti: dobbiamo definire quale sia il modello di lavoro del medico di famiglia, quali siano i locali in cui deve operare, quali debbano essere gli standard di uno studio medico, senza dimenticare le novità provocate dalla pandemia, che ha reso di fatto inagibili studi troppo piccoli. Ci vogliono spazi, percorsi dedicati, aree di accoglienza, apparecchiature, diagnostica; lo studio del MmgG deve diventare anche luogo di insegnamento. Ci sono varie soluzioni di riferimento che costituiscono le “ Best Practices “ in molte parti del Paese”.  
“È fondamentale – sottolinea Cricelli – che inizi una riflessione totalmente nuova che definisca i servizi, le risorse economiche e umane sulle nuove  strutture della Medicina Generale. I Mmg con i loro studi  coprono tutto il territorio nazionale con una vicinanza al cittadino che non ha eguali. La MG generale esprime oggi una grande maturità ed è in grado di colmare lo storico divario con la Medicina Specialistica come ha dimostrato l’esperienza pandemica. Esse  sono interconnesse e devono essere rese interoperabili con una continuità di funzioni facilitata da un ampia evoluzione digitale”.
“Per completare il quadro di riforme auspicato dalla Simg – continua Cricelli – dal nostro congresso lanciamo la proposta dell’organizzazione, entro il primo semestre del 2022, della prima Conferenza Nazionale della medicina generale e delle cure territoriali nel Ssn e nel sistema Italia. La SIMG sarà promotrice dell’iniziativa e avrà un ruolo fondamentale nel definire un metodo analitico dei bisogni evolutivi della popolazione del Paese”.
IL NEXT GENERATION DELLA MEDICINA GENERALE – Nell’ottica di un miglioramento nella formazione e di un efficace ricambio generazionale, la SIMG ha lanciato anche il progetto del Next Generation della Medicina Generale.
“Il Next Generation della Medicina Generale si basa su 5 punti – sottolinea Maurizio Cancian, Membro dell’Esecutivo – Anzitutto, si devono definire i nuovi bisogni di salute della popolazione; in secondo luogo, devono essere identificate le competenze del Mmg; inoltre, va chiarito come debbano essere acquisite queste competenze nella formazione post laurea; poi si deve intervenire sulla nuova organizzazione, intesa come processi di cura all’interno delle strutture per passare dalla medicina di attesa alla medicina di iniziativa; infine, il team che si occupa della medicina generale deve integrarsi con altri snodi della rete dei servizi, sul territorio e in ospedale”.
“Ai Mmg dovranno spettare i compiti di diagnostica, affinché la presa in carico dei pazienti cronici sia completa – prosegue Cricelli – Inoltre, sarà importante un ampio coinvolgimento nel dibattito, oltre ovviamente alle forze politiche e alle Regioni, anche di infermieri, personale di Studio Medico e altre figure sanitarie ed esperte di management nonché delle varie discipline mediche e dei comparti del Ssn e delle forze politiche e sociali. Noi siamo la medicina del territorio, di prossimità e dobbiamo erogare livelli di assistenza e di cura di alto livello ai cittadini di uno Stato moderno”.
“La proposta che concluderà il congresso – precisa il presidente della Simg – sarà l’organizzazione entro il primo semestre del 2022 della prima Conferenza nazionale della Medicina Generale e delle cure territoriali nel Ssn e nel sistema Paese Italia. La Simg sarà promotrice dell’iniziativa e avrà un ruolo fondamentale nel definire un metodo analitico dei bisogni evolutivi della popolazione del Paese”.
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