“L’Intersindacale Medici (Fp Cgil medici – SIMeT -Smi – Snami – UGS medici) non ha condiviso la scelta della Fimmg di abbandonare il tavolo della delegazione trattante per il rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale (Air). Per l'intersindacale: "le motivazioni addotte nulla hanno a che fare con il rinnovo dell’Air che rischia di essere rimandato sine die con grave danno per i medici e per le legittime istanze degli stessi. Quello dell’utilizzo dei fondi residui è un falso problema. Innanzitutto non riguarda i medici che già percepiscono indennità di associazionismo semplice, complesso e per personale di studio come gli stessi medici hanno potuto constatare sul proprio cedolino stipendiale. La sospensione, in attesa della ricognizione dei fondi, riguarda le nuove richieste di indennità”.
“Stigmatizziamo, inoltre, il contenuto di un comunicato da parte della organizzazione sindacale maggioritaria, che appare come il tentativo di strumentalizzare la corretta disposizione imperativa alle ASL dell’Assessorato alla salute  che vuole fare chiarezza sulla quantificazione e utilizzo delle risorse disponibili relative ai “Fondi Residui” cioè dei fondi che la regione ha stanziato e che le ASL non hanno, colpevolmente, speso. Ci chiediamo, inoltre, come mai non hanno vigilato i componenti dell’Ufficio Aziendale delle Cure Primarie, tutti appartenenti al sindacato maggioritario Fimmg”.
“L’utilizzo di tali fondi crea, tra l’altro, conflitto tra l’Air vigente e il pessimo Accordo Collettivo Nazionale vigente voluto e convintamente firmato dalla Fimmg che, essendo sindacato maggioritario, ha costretto i sindacati minoritari ad una firma tecnica per evitare di aggiungere ai danni dell’accordo nazionale anche i danni di eventuali accordi decentrati. Vale in questi casi il detto che chi è causa del suo mal pianga sé stesso”.
“Riteniamo, comunque, che ove si possano impegnare tali fondi si assegnino prioritariamente in personale di studio (collaboratori ed infermieri ) per tutti quei medici che non usufruiscono di alcun incentivo e solo successivamente per incrementare gli incentivi a tutti i medici compresi quelli che già li percepiscono. Ciò comporterebbe un livello di organizzazione più omogeneo su tutto il territorio regionale utile ai medici per meglio far fronte all’esasperante burocrazia e per valorizzare il ruolo clinico del medico pronto a dedicarsi ai compiti propriamente istituzionali quali prevenzione, cura e terapia”.
“Non vogliamo dar credito a voci che tutta questa agitazione risponda ad esigenze per prossimi appuntamenti elettorali (Ordine dei Medici ) perché riterremo davvero grave sacrificare le legittime richieste di una categoria agli interessi di alcuni.
Per le considerazioni sopra esposte non parteciperemo alla manifestazione indetta da Fimmg per il 1 aprile; non ci piace prendere in giro i colleghi, purtroppo non correttamente informati anche se basta leggere l’ACN vigente, con un pesce di aprile che consideriamo di pessimo gusto”.

La scelta della Fimmg
“Di fronte al crescente disagio della categoria – spiega la Fimmg Puglia in una nota -, Fimmg Puglia aveva avanzato una serie di proposte alla Regione che erano una vera e propria richiesta di aiuto per qualificare il lavoro dei medici e impedire che il sistema della medicina generale implodesse su se stesso. A queste richieste, la Regione ha risposto disponendo una comprensibile ricognizione dei fondi erogati, accompagnata però dalla sospensione dell’erogazione dei contributi che erano stati decisi con l’accordo integrativo regionale del 2007 e che vengono utilizzati dai medici di famiglia per il personale amministrativo e infermieristico, ormai indispensabile per la gestione del lavoro. Fondi che non coprono tutti i medici attualmente in ruolo e che la Fimmg aveva chiesto di aumentare proprio per poter continuare a garantire l’assistenza ai pazienti”.
“La motivazione ufficiale – riferisce il sindacato - per la sospensione è che l’Accordo regionale su questo punto sarebbe in contrasto con l’Accordo collettivo nazionale. Tuttavia, se la questione fosse di legittimità, vorrebbe dire che oggi vengono sospesi i fondi da erogare ai nuovi medici di famiglia, ma in futuro potrebbero essere sospesi anche ai medici che già oggi li percepiscono. Il risultato sarebbe la desertificazione della medicina di famiglia pugliese, con la chiusura di un numero imprecisato di studi, dato che già oggi l’aumento dei costi insieme alla crescita del carico di lavoro rende difficile la gestione dell’assistenza”, dice la Fimmg.
Per Donato Monopoli, Segretario Fimmg Puglia, “è forte la sensazione che il vero obiettivo dell’assessorato sia mettere i medici nella condizione di andar via. Implicitamente, l’ultima circolare di ieri, che avrebbe dovuto chiarire la posizione della Regione, sembra rivelare le intenzioni dell’assessorato. Infatti, la Regione con quell’atto esce allo scoperto e nega l’aumento dei fondi. Sostiene di voler dare una risposta a tutti i medici a finanziamenti invariati e di essere al lavoro su una riorganizzazione del modello della medicina generale - aggiunge Monopoli - un modello senza alcun finanziamento che al momento non esiste in nessuna regione d’Italia e che andrebbe costruito da zero. Nel frattempo, sul territorio si fa morire lentamente la medicina generale e non ci si preoccupa delle pesanti conseguenze che questo già oggi ha sui pazienti”.
“Non ci rimane altro che scendere in piazza il 1° Aprile per avvertire i cittadini che presto o tardi non avranno più un medico - conclude Monopoli - succederà ciò che già sta avvenendo negli ospedali, dove gli specialisti, per sfuggire a condizioni di lavoro insostenibili, si licenziano e diventano gettonisti. È questo il futuro della medicina generale immaginato dalla Regione?”