Dopo la proclamazione dello stato di agitazione e la rottura totale delle trattative, i sindacati dei medici di medicina generale (Fimmg, Smi, Snami, Federazione medici territoriali e Cisl Medici) hanno accolto con soddisfazione la retromarcia della Regione Lazio sul provvedimento, che prevedeva l'analisi mensile dei profili di circa 2.440 medici di medicina generale.
I punti chiave dell'accordo e le criticità residue:
⦁ Stop al monitoraggio "ispettivo": La Direzione salute della Regione ha disposto la sospensione immediata della nota del 26 marzo 2026 relativa alle Commissioni per l'appropriatezza prescrittiva (Capi). Il provvedimento, che prevedeva l'analisi mensile dei profili di circa 2.440 professionisti (i 2/3 dei medici di famiglia regionali), era stato definito "asfissiante" e basato su logiche puramente numeriche anziché cliniche.
⦁ Sospensione della delibera sulla rete territoriale. È stata congelata anche la nota del 15 gennaio 2026 riguardante la riorganizzazione territoriale, in attesa della definizione del nuovo Accordo integrativo regionale (Air).
Lo stato di mobilitazione permane. Nonostante la ripresa del confronto, i medici restano in stato di mobilitazione. Restano infatti sul tavolo nodi complessi come la gestione dei pazienti cronici e fragili e la confusione sull'attribuzione dei nuovi incarichi nelle Asl, spesso lasciati alla discrezionalità dei dirigenti locali in assenza di regole condivisa.
I sindacati ribadiscono che l'obiettivo deve essere un'appropriatezza basata sulla scienza e sulla coscienza del medico, libera da "pressioni o interferenze amministrative" e sanzioni economiche dettate da criteri ragionieristici. Il ripristino di un clima di fiducia è considerato indispensabile per garantire che i cittadini ricevano terapie adeguate da medici sereni nel proprio operato professionale.
Questo aggiornamento mostra come la mobilitazione abbia ottenuto un primo risultato tangibile, spostando nuovamente il confronto sul piano della concertazione clinica piuttosto che su quello del solo controllo di bilancio.