“Consentire ai sanitari di poter operare in sicurezza” e "Fermare il massacro a Gaza". Il primo appello è stato lanciato dalla FNOMCeO, il secondo è stato firmato da oltre mille medici e operatori sanitari.
Gaza, l'appello della FNOMCeO. Consentire ai medici e al personale sanitario dell’area interessata dal conflitto tra Hamas e Israele di poter operare in sicurezza: è questo l’appello che lancia Filippo Anelli il Presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Lo fa in un video per il prossimo FNOMCeO Tg Sanità, programmato per lunedì, e tanto più drammatico oggi mentre è in corso l’evacuazione di Gaza City. Disperata, secondo le fonti locali la condizione degli ospedali, con servizi sanitari vicini al collasso e quasi privi di energia elettrica. Una situazione – osserva Anelli – destinata ad aggravarsi, nella quale sarà sempre più difficile per medici e operatori sanitari prestare la loro opera di soccorso e assistenza.
“Siamo preoccupati per le condizioni dei colleghi che lavorano nella Striscia di Gaza nell'assistere i malati lì presenti – afferma Anelli - per le drammatiche conseguenze della guerra. Gli orrori di questa guerra ci hanno segnato molto e ci hanno anche ferito proprio per l'intervento fatto sui bambini, sui civili, su tutte le persone che vivono in quelle zone e su tutte le famiglie che sono state violentemente oggetto della aggressione”.
“Io credo che la guerra non produca mai nessuna buona conseguenza – puntualizza - e siamo fortemente determinati ad una condanna completa di ogni atto di violenza”.
“Ora però – conclude - le popolazioni e soprattutto i malati, coloro che soffrono devono essere tutelati in qualche maniera e il personale medico e sanitario deve essere messo nelle condizioni di svolgere la propria attività professionale, come prevedono le convenzioni internazionali come quella di Ginevra. Quindi facciamo un appello a tutti i responsabili affinché in qualche maniera consentano ai medici di poter operare in sicurezza ai pazienti di poter ottenere le cure necessarie”.

Fermare il massacro. Medici, infermieri, psicologi e operatori della riabilitazione, uniscono le loro voci per richiamare l'attenzione su una crisi senza precedenti che sta sconvolgendo la Striscia.
Più che raddoppiato in meno di 48 ore  il numero  degli operatori sanitari italiani firmatari dell'appello "Fermare il massacro a Gaza", inviato anche alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: i firmatari, sono infatti quasi 1.500 si tratta di operatori provenienti da diverse specializzazioni, tra cui medici, infermieri, psicologi e operatori della riabilitazione, che hanno unito le loro voci per richiamare l'attenzione sulla crisi senza precedenti che sta sconvolgendo la Striscia di Gaza. Un elenco, parzialmente riportato in calce, e in costante aggiornamento.
La Striscia di Gaza è attualmente teatro di continui e indiscriminati attacchi da parte dell'esercito israeliano, i quali stanno mettendo a serio rischio la vita e la salute di migliaia di persone. Questi attacchi hanno non solo causato un numero crescente di vittime civili, ma hanno anche compromesso gravemente le strutture ospedaliere della regione, rendendo l'accesso alle cure mediche non più possibile.
In aggiunta a questa situazione drammatica, la popolazione della Striscia di Gaza è afflitta da un blocco totale che impedisce l'accesso a risorse vitali come acqua, elettricità, cibo e carburante. Questa situazione ha portato la regione sull'orlo di una catastrofe umanitaria, mentre il silenzio della comunità internazionale è assordante.
In questo contesto critico, gli operatori sanitari italiani desiderano esprimere la loro profonda preoccupazione e chiedere con estrema urgenza al Governo Italiano e all'Unione Europea di intervenire immediatamente per porre fine agli attacchi indiscriminati dell'esercito israeliano contro la popolazione civile e stabilire corridoi umanitari sicuri che consentano l'evacuazione dei civili in pericolo e l'accesso al materiale medico necessario per garantire assistenza sanitaria vitale nella Striscia di Gaza.