"Sono ormai quotidiane le segnalazioni che giungono all’attenzione dei nostri Ordini Provinciali lombardi, relative al malfunzionamento della rete Siss con gravi ripercussioni sul lavoro dei Mmg/Pls con conseguenti gravi disservizi al cittadino. È un problema che si trascina da molto tempo  - denunciano i presidenti degli Ordini Provinciali della Lombardia - e che, nonostante le nostre frequenti sollecitazioni, sembra non trovare una adeguata e giusta attenzione".
"Nello specifico dei più recenti disservizi - continua la nota - sembra siano coinvolte disfunzioni generalizzate dei sistemi nazionali in capo a Sogei e al Mef. In tal senso, non si può che portare l’attenzione sulla prossima attivazione del Fse 2.0, a livello nazionale, di cui dovrà essere garantita, oltre alla sicurezza, la piena affidabilità funzionale. Quando un servizio digitalizzato viene messo a disposizione di cittadini e professionisti, diventa rapidamente pervasivo e la sua interruzione comporta conseguenze più gravi della sua stessa assenza: l’organizzazione delle attività, infatti, si assesta sui nuovi strumenti in modo pervasivo e irreversibile. La professione medica, già in difficoltà per le note criticità dovute alla carenza di professionisti e al pesante, e spesso immotivato, carico burocratico cui è soggetta giornalmente, si trova a dover subire un disservizio che sta mettendo in crisi la normale attività ambulatoriale".
"A questo punto diventa prioritario risolvere in tempi rapidi tutte le criticità del sistema informatico di Regione Lombardia e delle relative interfacce nazionali, tassello fondamentale nello sviluppo della medicina del territorio e della connessione-integrazione con i vari comparti del nostro Ssr. Non è ammissibile - sottolinea il comunicato - che tali disfunzioni possano incidere negativamente sul lavoro quotidiano dei medici rubando tempo prezioso all’attività clinica. È forse giusto ricordare come dal Pnrr siano stati stanziati più di 15 miliardi per l’innovazione, la ricerca e la digitalizzazione del Ssn, risorse distribuite alle Regioni per il potenziamento di questi servizi con lo scopo di mettere in rete le Aft e tutte le strutture previste dal DM 77 e di promuovere la realizzazione dei servizi di telemedicina. Tutto ciò sarà possibile solo con un sistema informatico efficiente e qualificato".
"Pertanto - conclude la nota -  siamo a chiedere con forza e determinazione che, non solo siano risolti in tempi brevi le criticità in atto, ma che si proceda alla creazione di una rete più solida, sicura e veloce in modo che possa garantire ai professionisti di lavorare con tranquillità e serenità nell’interesse del cittadino e della professione".