Certificati di malattia con televisita: una buona notizia, ma non basta
Ringraziamo, intanto, i Senatori Zullo, Satta, Mancini presentatori dell’emendamento e il Presidente della 10ª Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato, il Sen. Francesco Zaffini per l’impegno al fianco dei medici e per aver dato ascolto alle istanze del Sindacato Medici Italiani. Attendiamo, adesso, che il Ministro della Salute, con proprio decreto da adottarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza Stato – Regioni regoli la materia.Auspichiamo, in questo modo, di porre un parziale rimedio al disagio dei medici rispetto all’enorme richiesta di certificazione per malattia di cui sono investiti e che provoca un overbording dei presidi sanitari, sia ospedalieri che territoriali (tra l’altro già in sofferenza per carenza di personale) facendo da barriera all’accesso dei pazienti che necessitano di assistenza medica e non amministrativa.
Anche per Snami: “L’introduzione della possibilità di rilasciare certificati di malattia tramite telemedicina rappresenta un passo avanti, ma nella realtà sarà di difficile applicazione e non andrà a ridurre il carico burocratico per i medici di medicina generale” – ha precisato Angelo Testa, presidente Snami.
La norma soddisfa così il criterio della constatazione diretta da parte del medico. Tuttavia, Snami evidenzia che questa misura non affronti il vero problema: l’eccessivo peso burocratico che grava sui medici di famiglia.
“Il vero cambiamento sarebbe stato introdurre l’autocertificazione per i primi tre giorni di malattia, come lo Snami chiede fin dalla fine degli anni ’70 – continua Testa –. Questo ridurrebbe le inutili incombenze amministrative, lasciando ai medici di medicina generale il tempo di occuparsi della salute dei pazienti, anziché di scartoffie”.
La telemedicina può essere un utile strumento integrativo, ma non può risolvere il problema strutturale di un sistema che continua a caricare i medici di compiti burocratici, distogliendoli dalla loro funzione clinica. Snami continuerà a battersi per soluzioni più efficaci, nell’interesse sia dei professionisti che dei cittadini.