Un'alleanza contro l’emorragia di camici bianchi
L’adesione dei sindacati segna l’inizio di una fase di collaborazione istituzionale che punta a migliorare concretamente le condizioni di vita e di lavoro dei medici dipendenti. "È un passaggio indispensabile - dichiarano i leader sindacali Pierino Di Silverio segretario nazionale Anaao Assomed e Guido Quici presidente Cimo - Fesmed - ma ora è fondamentale che questi impegni vengano recepiti nel prossimo Ccnl 2025-2027".
I pilastri del Protocollo: flessibilità e retribuzioni europee. Il documento interviene su diversi fronti critici che hanno reso la professione ospedaliera e territoriale sempre più gravosa. Tra i punti chiave figurano:
⦁ Conciliazione vita-lavoro: Introduzione di modelli organizzativi flessibili per riportare straordinari e prestazioni aggiuntive alla loro funzione emergenziale, garantendo il diritto al riposo.
⦁ Adeguamento salariale. L’obiettivo è allineare gli stipendi italiani ai livelli europei, superando finalmente i tetti di spesa che bloccano le assunzioni e le valorizzazioni economiche.
⦁ Carriere e Governance. Garanzia di percorsi di crescita trasparenti, con una tutela specifica per la carriera del personale ospedaliero rispetto a quello universitario e un coinvolgimento attivo dei medici nei progetti di digitalizzazione.
La partita contrattuale: subito al tavolo 2025-2027. La firma del Protocollo arriva all'indomani del via libera del Consiglio dei Ministri (Cdm) all'ipotesi di Ccnl 2022-2024. Un passaggio che i sindacati considerano solo l'inizio: l'auspicio è una rapida convocazione dell’Aran per la firma definitiva, in modo da poter aprire immediatamente il tavolo per il triennio successivo senza attendere i tempi burocratici del comparto.
"È arrivato il momento di discutere i nostri contratti con chi ha la reale responsabilità dell’organizzazione del lavoro: Ministero e Regioni", sottolineano Di Silverio e Quici, chiedendo l’istituzione di un confronto permanente per monitorare l’applicazione uniforme dei contratti su tutto il territorio nazionale.
La prospettiva per i medici del territorio
Sebbene il Protocollo nasca principalmente per la dirigenza medica, i riflessi sulla medicina territoriale e sui Mmg sono evidenti. La revisione e semplificazione dei profili professionali, prevista dall'accordo nel rispetto delle reciproche competenze, si sposa con la necessità di una rete sanitaria integrata dove ospedale e territorio non siano più compartimenti stagni ma vasi comunicanti, sostenuti da una governance solida e risorse adeguate.