l dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sulla desertificazione medica dei territori non sorprendono la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). Per il sindacato, la carenza di oltre 5.700 medici e la proiezione di 8.000 pensionamenti entro il 2028 non sono eventi imprevisti, ma il risultato di una miopia politica che ha ignorato per anni segnali ormai evidenti.
Secondo Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg, la tenuta del Servizio sanitario nazionale (Ssn) passa da un rilancio della Medicina generale come scelta professionale.
"La carenza di medici di famiglia non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di una programmazione sbagliata durata decenni" – ha dichiarato Scotti in un’intervista a La Stampa. "Se non rendiamo la professione più attrattiva per i giovani medici, continueremo a rincorrere le emergenze senza mai risolverle."
Per la Fimmg, la risposta deve essere strutturale e allineata alle altre specialità mediche. I punti cardine indicati dal sindacato sono:
⦁    Percorsi formativi universitari: trasformare l’attuale corso di formazione in una specializzazione accademica.
⦁     Lavoro in team: valorizzare l’integrazione nelle Case della comunità attraverso micro-équipe multidisciplinari.
⦁    Tecnologia e supporto: dotare gli studi di personale amministrativo e strumenti diagnostici di primo livello.
Il grido del territorio
Il disagio non riguarda solo le aree periferiche. Andrea Carraro, segretario della Fimmg Liguria, descrive una quotidianità professionale segnata da adempimenti che sottraggono tempo alla clinica.
"Perché nessuno vuole più fare il medico di famiglia? Perché ci hanno trasformati in videoterminalisti soffocati dalla burocrazia, mentre noi vorremmo essere dei medici", afferma Carraro.
La sproporzione tra carico di lavoro, responsabilità e compensi contribuisce ad allontanare le nuove generazioni. Un esempio emblematico è la mancata attuazione della ricetta annuale: "Da mesi non si sblocca la pratica: permetterebbe di eliminare una mole enorme di scartoffie elettroniche, restituendo tempo alla clinica e al rapporto con il paziente."
Prospettive 
Per la Fimmg, non basta aumentare i massimali o trattenere i professionisti oltre l’età pensionabile. Serve una riforma che offra reali prospettive di carriera e condizioni di lavoro moderne. L’obiettivo non è solo colmare i vuoti negli organici, ma ridisegnare un ruolo che riporti il medico di famiglia al centro della prevenzione e della cura, liberandolo da un carico amministrativo ormai insostenibile.