Ddl sanità, l’affondo di Fimmg: 'La convenzione non si tocca'
Il punto fermo della Federazione resta l’intangibilità della convenzione. Fimmg ha accolto positivamente l’assenza nel testo di spinte verso la dipendenza: il rapporto convenzionale viene riaffermato come l'unico assetto capace di garantire prossimità e fiducia, elementi essenziali per la tenuta del sistema. Il segretario nazionale, Silvestro Scotti, ha ribadito con forza la necessità di proteggere l'attuale rapporto di lavoro: "Abbiamo rilevato positivamente che nel testo non si parla di dipendenza. Il rapporto convenzionale non è una soluzione di ripiego o transitoria, ma l'assetto permanente che garantisce la tenuta del Ssn. È l'unico strumento capace di assicurare quella prossimità e quel rapporto fiduciario che i cittadini ci riconoscono e che la riforma deve valorizzare, non indebolire".
Per evitare che il riordino si riduca a una "razionalizzazione di spesa", i vertici sindacali hanno avanzato richieste specifiche:
Investimenti dedicati: È indispensabile distinguere i fondi per il personale dipendente da quelli destinati ai convenzionati, necessari per rendere operative le Case della Comunità e accelerare su Fse e telemedicina. Il vice segretario Fimmg Nicola Calabrese ha infatti puntato il dito sulla necessità di una distinzione chiara dei fondi: "Per rendere operative le Case di Comunità e potenziare la digitalizzazione, servono risorse certe e dedicate. Non possiamo accettare una generica razionalizzazione della spesa: bisogna distinguere le quote per il personale dipendente da quelle per il personale convenzionato. Senza investimenti nella diagnostica di primo livello negli studi, l'abbattimento delle liste d'attesa resterà un miraggio".
L'iter legislativo non deve in alcun modo rallentare il rinnovo dell’Acn 2025-2027. La vera riforma, sottolinea la Federazione, passa attraverso contratti aggiornati e strumenti organizzativi immediatamente esigibili.
Il medico di famiglia viene indicato come la leva strategica per abbattere i tempi d’attesa e ridurre gli accessi impropri in pronto soccorso. Per ottenere questo risultato, la Fimmg ritiene però imprescindibile dotare gli studi territoriali di diagnostica di primo livello e rendere pienamente operative le Aft (Aggregazioni funzionali territoriali).
Verso la Scuola di specializzazione
Sul fronte della formazione, la Federazione guarda con favore all'evoluzione del corso specifico in una Scuola di specializzazione universitaria. Il passaggio è considerato un salto di qualità necessario, a patto di preservare la specificità clinica e professionale che caratterizza la medicina del territorio.
"Una riforma efficace del Ssn – conclude la Fimmg – non può prescindere dal ruolo centrale del medico di famiglia, guida insostituibile dei percorsi di cura dei cittadini".
L'audizione al Senato chiarisce che il futuro della categoria si gioca sull'equilibrio tra nuove responsabilità strutturali (Missione 6 del Pnrr) e mantenimento dell'autonomia libero-professionale. Per i Mmg, la sfida sarà trasformare la "valutazione favorevole" del sindacato in vantaggi concreti: più tecnologie nello studio e meno burocrazia, evitando che le Case della Comunità diventino un onere gestionale senza adeguata copertura finanziaria.