Sono arrivati da tutta Italia i circa 500 medici di medicina generale che hanno manifestato davanti al Ministero della Salute contro la riforma dell’assistenza territoriale e della medicina generale su cui sta lavorando il Governo. La mobilitazione, promossa dal Sindacato medici taliani (Smi), punta il dito contro il riassetto organizzativo previsto per i Mmg, a partire dal ruolo unico e dai nuovi modelli di attività nelle Case di Comunità legate al Dm 77. Nel mirino del sindacato anche la retribuzione per obiettivi, le deroghe ai blocchi contrattuali e le cosiddette "equivalenze unilaterali", ovvero l’ipotesi di affidare parte delle cure primarie a specialisti ospedalieri o di branca. Secondo lo Smi, il rischio è quello di svuotare progressivamente la medicina generale e il rapporto fiduciario con i pazienti, soprattutto nei territori più fragili e nelle aree interne già colpite dalla carenza di medici di famiglia.
Il sindacato rivendica invece l’istituzione della scuola di specializzazione in Medicina generale come leva per rilanciare l’attrattività della professione e chiede il rafforzamento della medicina dei servizi come canale prioritario per l’attivazione delle Case di Comunità.
Al termine del presidio una delegazione dello Smi è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto del Ministero della Salute, Marco Mattei. Secondo quanto riferito dal sindacato, le richieste avanzate sarebbero state recepite e un nuovo incontro sarebbe già previsto per la prossima settimana con l’obiettivo di ridefinire la bozza di decreto.
"Lo spirito del nostro sindacato è propositivo ma, allo stesso tempo, può essere fermamente oppositivo", ha dichiarato la segretaria generale dello Smi, Pina Onotri. "Se non saremo ascoltati, non escludiamo lo sciopero con la chiusura degli ambulatori".
La protesta si inserisce nel più ampio confronto aperto sulla riforma dell’assistenza territoriale legata agli obiettivi del Pnrr e all’attuazione delle Case di Comunità. Un confronto che nelle ultime settimane ha visto crescere le tensioni tra il Governo e una parte significativa della Medicina generale.