La provincia di Treviso sta vivendo un periodo preoccupante per quanto riguarda la carenza di medici di medicina generale. Solo nel 2022 saranno 11 i medici di famiglia che andranno in pensione, che significa oltre 16mila persone costrette a trovare un sostituto. In totale, considerano le zone carenti, soprattutto quella del vittoriese e del coneglianese, si conta la mancanza di 41 medici di base e dunque circa 62mila persone che rischiano di rimanere scoperte. L’analisi presentata dal sindacato pensionati Cgil di Treviso e condotta da Anna Rita Contessotto del Centro Studi Spi Cgi, mette in luce come negli ultimi dieci anni ci sia stata una progressiva e strutturale riduzione dei medici. “Oggi nella Marca abbiamo 490 medici di medicina generale, ben 206 in meno rispetto al 2011, pari al 43% in meno in undici anni - spiega Contessotto - Ma il bacino degli assistiti è calato solo del 14%, dunque una drastica e costante riduzione dei medici che non copre il numero di assistiti”
L’Ulss2, inoltre, sta cercando di incentivare l’aumento dei massimali da 1.500 a 1.800 pazienti per medico con un benefit economico da parte della regione, ma non tutti i Mmg hanno aderito dando la loro disponibilità. Soprattutto in alcune aree della provincia di Treviso, come quella di Pieve di Soligo, la situazione sta diventando molto difficile. Solo il 20% dei curanti ha accettato di aumentare il numero massimo di assistiti da 1500 a 1800. Motivo per cui la Regione Veneto e i dirigenti sanitari della Provincia di Treviso chiedono aperture verso gli specializzandi per sopperire alla mancanza di Mmg e un incremento delle medicine di gruppo.
“Per colmare i vuoti urgenti che mettono in difficoltà i pazienti rispetto all’accesso alla cure è necessario incrementare le medicine di gruppo, fornendo un sostengo strutturale e non temporale al medico, di tipo amministrativo e infermieristico, così come fatto già in altre regioni - spiega il direttore dei Servizi Sociali dell’Ulss2 Roberto Rigoli- . In questo modo il medico viene sgravato dalle incombenze burocratiche e può concentrarsi sull’aspetto clinico del paziente”.