Evd"Il diritto alla salute è prioritario per la vita dei cittadini. Urgenza e prospettiva si intrecciano. Ci sono risposte da dare subito perché i bisogni delle persone non consentono attese e rinvii”. Così il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra ha presentato a Roma al Teatro Massimo il Documento programmatico Cisl per il rilancio della sanità pubblica, dei servizi socio-assistenziali, del sostegno alla non autosufficienza nel corso dell’iniziativa Cisl, Fnp Cisl, Cisl Fp e Cisl Medici dal titolo 'La cura della persona, il valore del lavoro'.
Al convegno, moderato da Giuseppe De Filippi, hanno preso parte il Segretario confederale Ignazio Ganga, il Segretario generale Fnp Cisl, Emilio Didonè, il Segretario generale Fp Cisl, Maurizio Petriccioli, il Presidente della conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, la Ministra del Lavoro, Elvira Calderone, il Ministro della Salute Orazio Schillaci.
“37 mld sottratti alla salute pubblica dal 2010 al 2020, carenza di circa 150 mila infermieri e di oltre 20 mila medici, medicina territoriale mortificata, esternalizzazioni: è la fotografia di una sanità pubblica dimenticata e malata” ha sottolineato ancora Sbarra ribadendo la necessità di “rafforzare il sistema salute di questo Paese. Per migliorarne il volto e il funzionamento. Per garantire l’universalità e la qualità sanciti dall’articolo 32 della Costituzione”.
“Il settore della Sanità è talmente cruciale, – ha precisato – talmente importante per la vita dei cittadini e l’intero assetto del Paese, che qui urgenza e prospettiva si intrecciano, si sovrappongono. Ci sono risposte da dare subito, perché i bisogni delle persone non consentono attese e rinvii” aggiunto ricordando che “la realtà della Sanità italiana è stata evidenziata chiaramente dall’emergenza Covid, quando si è capito che la pandemia stava avendo un effetto 'rivelatore'. La fotografia è quella di una Sanità pubblica dimenticata e malata: personale ridotto all’osso, mancato ricambio generazionale, incremento del precariato. “Come stupirsi della 'grande fuga' dal sistema sSanitario“. E ancora: ospedali obsoleti e insicuri, 100 mila posti letto che mancano, Pronto soccorso al collasso, il peggioramento disastroso di liste d’attesa ormai interminabili“.
“Quando sembrava essere diventato finalmente patrimonio acquisito il fatto che uno dei pilastri fondamentali su cui il nostro Paese deve poggiare è proprio un Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale, efficace ed efficiente. Dico “sembrava”, perché superata la fase dell’emergenza, quel “mai più” riferito ai continui risparmi e tagli sulla Sanità, si è fatto meno convinto, meno forte.
Il leader della Cisl ha quindi ricordato “il nodo stringente continui ad essere quello delle risorse. E in tal senso, nonostante le nuvole preoccupanti che si stanno addensando su di esso, motivo per cui insistiamo per la definizione di una vera governance partecipata coinvolgendo le parti sociali, la chiave di volta resta il Pnrr. Ci sono le risorse per iniziare a cambiare il nostro Sistema sanitario nel segno della prossimità, dell’innovazione e dell’uguaglianza. Sono questi i tre principi da seguire, i tre pilastri da costruire”.
“Vanno rinnovati i contratti nazionali sia per la Sanità pubblica che per quella privata; bisogna intervenire sulle carenze degli organici, vanno sbloccate assunzioni e stabilizzazioni: la de-precarizzazione del sistema e il superamento del gap occupazionale sono fondamentali per restituire agli italiani una Sanità di qualità. Va rafforzata l’assistenza territoriale; vanno superati conflitti e contraddizioni inaccettabili del Titolo V, va data attuazione da Nord a Sud ai LEP e va supportata la non autosufficienza“- ha sottolineato ricordando che “ora bisogna accelerare il cammino dei decreti attuativi della Delega sulla non Autosufficienza, rendere il percorso davvero partecipato e permettere anche all’Italia, come tutti i grandi paesi europei, di disporre di una vera politica nazionale in materia.
Per Sbarra “la Sanità non è e non può essere considerata un semplice costo. Ogni risorsa investita nel rafforzamento della Sanità è un investimento 'ad alto rendimento' per il Paese. Non solo in termini di benessere e coesione sociale, ma anche di sviluppo e ripresa economica”. E conclude auspicando che “sia questo il momento che segna il ritorno della Sanità pubblica universalistica al centro dell’agenda nazionale e l’apertura di una nuova stagione sul terreno dei diritti e della tutela della salute. Perché anche e soprattutto da qui passa la possibilità di costruire per l’Italia un futuro migliore, nel segno dell’equità, della sostenibilità e dell’inclusione. Anche e soprattutto da qui possiamo definire gli elementi di un grande Patto per lo sviluppo, la coesione e il welfare che metta al centro la qualità del lavoro, delle relazioni industriali, e del dialogo sociale”.



Sblocco del turnover e dei contratti: Il Ministro Schillaci rassicura
Sullo sblocco del turnover e dei contratti in sanità "ci siamo impegnati e abbiamo incontrato i sindacati più di una volta. C'è il nostro impegno per sbloccare il contratto, chiudere quello che risale al 2019-21 e poi programmare con il Mef nuove risorse per il contratto 2022-2024", ha dichiarato detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, a margine del convegno dalla Cisl. "Abbiamo un primo incontro con il ministro Giorgetti a fine luglio. Stiamo facendo una ricognizione per arrivare al tavolo con delle proposte concrete: a noi interessa, soprattutto, che quello che ci sarà in più sia prioritariamente destinato a incrementare gli stipendi degli operatori sanitari. Stiamo valutando con gli uffici tecnici le richieste da avanzare - ha aggiunto Schillaci - è necessario aumentare gli stipendi degli operatori sanitari e rendere strutturale l'aumento dell'extra orario per tutti i medici e per tutti i professionisti sanitari. Io credo che su base autonoma chi vuole lavorare di più, se pagato meglio, lo farà per il Ssn e questo diventa uno strumento formidabile per combattere le liste di attesa".

Il futuro del Ssn passa anche attraverso le Regioni
“Dobbiamo rendere attrattivo il servizio sanitario pubblico e c'è una questione salariale. Dobbiamo rinnovare il nuovo contratto dei medici e c'è una discussione; ma dobbiamo anche darci una nuova riorganizzazione della sanità pubblica perché anche questo è un fattore incentivante o disincentivante per il personale sanitario. Dobbiamo collaborare con il privato convenzionato sapendo però che il pubblico deve controllare”. Così Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, intervento in videocollegamento all'evento promosso dalla Cisl «La cura della persona, il valore del lavoro».
“Il futuro del Sistema sanitario nazionale passa sì attraverso le Regioni, ma anche dal protagonismo dei diversi attori - conclude -. Abbiamo di fronte delle complessità che non si risolvono in un giorno, quindi dire ai cittadini che ci sono soluzioni semplici ai problemi quando abbiamo di fronte complicazioni ventennali vuol dire non raccontare la verità, perché la strada giusta passa per un percorso lungo”, conclude.