EvdLa digitalizzazione sta investendo la sanità ed è destinata a cambiare nel profondo l'organizzazione del servizio sanitario, la pratica medica, la qualità delle cure, il rapporto medico-paziente. Una trasformazione a cui il Pnrr ha impresso una forte accelerazione, ma che ha ancora numerosi quesiti aperti inerenti alla: privacy, qualità dei dati, reazione di infrastrutture digitali adeguate, formazione. A questi temi è stata dedicata nella capitale la giornata di studio "Digitalizzazione Umana: Dati, economia ed etica per una visione futura del Ssn" promossa da Altems Advisory, spin-off dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, con il contributo non condizionante di Sanofi.
"La digitalizzazione rappresenta una svolta epocale ai fini del miglioramento e della sostenibilità complessiva del Servizio sanitario nazionale, laddove si intrecciano dati, economia, programmazione, governance, etica - ha affermato Dario Sacchini, professore di Bioetica all'Università Cattolica e presidente di Altems Advisory -. La giornata di studio che Altems Advisory ha voluto organizzare è un primo momento di confronto a livello nazionale su come rendere “umana” la digitalizzazione del nostro Ssn, promuovendone il rilancio in quanto bene comune, rimettendo al centro la dignità della persona, tanto del paziente quanto dei professionisti sanitari. In linea con gli sviluppi dell’autonomia delle varie regioni italiane abbiamo in programma vari incontri regionali, al Nord, al Centro, al Sud, in modo da creare uno spazio di confronto multidisciplinare, sia fisico che virtuale, che darà il via a tre momenti di dibattito per cercare di rendere la digitalizzazione del Ssn un fenomeno condiviso a livello regionale dalle singole regioni autonome e dunque a livello nazionale in modo da rendere un servizio omogeneo su tutto il territorio nazionale”. E in tema di digitalizzazione l'utilizzo dell'Intelligenza artificiale acquista una valenza significativa.
"Noi consideriamo l'Intelligenza artificiale come la panacea di tutti i mali, un sistema che è in grado di risolvere i problemi", precisa Giuseppe Arbia professore ordinario di Statistica Economica all'Università Cattolica e direttore di Altems. "Tuttavia ci si dimentica un aspetto fondamentale: l'Intelligenza artificiale ha bisogno di dati. Se i dati 'in ingresso' sono di bassa qualità anche i risultati finali lo saranno".
È un aspetto di cui il sistema sanitario dovrà tenere conto se vuole sfruttare appieno le potenzialità dell'Ia. Le aziende sembrano aver recepito il messaggio: "L'Ia è fondamentale per la nostra strategia e contribuisce già in modo significativo al nostro progresso, nell'accelerare la drug discovery, migliorare la progettazione di studi clinici e i processi che sottendono alla produzione e alla fornitura dei nostri farmaci e vaccini" - ha  afferma Fulvia Filippini, Country Public Affairs Head di Sanofi - . Essere la prima azienda del settore nell’utilizzo dell’Ia su larga scala è un’ambizione che Sanofi ha dichiarato pubblicamente con decisione e coraggio, affermando contestualmente l’impegno a rispettare principi etici previsti dalla nostra organizzazione e promossi da importanti organismi internazionali, come l’OCSE. Nel nostro operare quotidiano al fianco di professionisti della salute e sanità, istituzioni e associazioni pazienti, è nostra ferma volontà contribuire ad un approccio in cui utilizzo dei dati, etica e sostenibilità diventino leva di governance, miglioramento continuo e sostenibilità del nostro sistema sanitario”.